Scelta e gestione degli investimenti finanziari - Nuova edizione 2018


L’investitore, il consulente, il gestore di fronte alle decisioni di investimento

a cura di: Gino Gandolfi

EditoreBancaria Editrice
Anno2018
Pagine664
ISBN978-88-449-1152-2
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Presentazione

L’instabilità dei mercati finanziari che ha caratterizzato l’ultimo decennio e la complessità dei nuovi strumenti di investimento accrescono l’esigenza di investitori e risparmiatori meno esperti di effettuare scelte in campo finanziario sempre più consapevoli. Informazioni trasparenti, conoscenze dettagliate e, in generale, più cultura finanziaria diventano essenziali per valutare correttamente i rischi e le opportunità di qualunque tipo di investimento.

La nuova edizione del volume affronta a tutto campo il tema della valutazione e della gestione degli investimenti finanziari, passando da un inquadramento generale della teoria del mercato dei capitali alla spiegazione dei comportamenti dei soggetti che operano nei mercati finanziari e della dinamica dei prezzi; dall’analisi tecnica dei mercati al complesso tema delle obbligazioni; dall’esame della struttura dei rendimenti per scadenza ai principali metodi di valutazione in materia di titoli azionari e alle caratteristiche degli strumenti derivati; dalle tematiche del personal financial planning e della asset allocation allo stile e alle tecniche di gestione di un portafoglio finanziario, per chiudersi con una approfondita disamina dedicata alla valutazione della performance.

Grazie a una trattazione che affianca riflessione teorica, verifica empirica e taglio pratico-operativo, il volume propone un percorso articolato in 10 capitoli, ciascuno dei quali è idealmente suddiviso in tre parti. La prima contiene le nozioni basilari, utili per un investitore individuale non professionale; la seconda e la terza, affrontando i vari problemi in maniera via via più complessa e dettagliata, sono destinate a un pubblico di specialisti, per aiutarli a comprendere le logiche sottostanti ai singoli processi valutativi e a interpretare correttamente il risultato derivante dall’applicazione dei singoli modelli. Tale approccio rende il volume adatto a un platea di lettori vasta e diversificata, che comprende studiosi e studenti, ma anche singoli investitori, bancari, promotori finanziari, private bankers e gestori.

Prefazione
Introduzione
1. I principali lineamenti della Teoria del Mercato dei Capitali
Premessa
1.1 Rendimento e rischio
1.2 La Portfolio Selection di Markowitz
    1.2.1 Le ipotesi del modello
    1.2.2 Il modello a due titoli in portafoglio (caso elementare)
    1.2.3 Il modello a N titoli in portafoglio (caso generale)
1.3 Il Capital Asset Pricing Model: introduzione
1.4 Il Capital Asset Pricing Model: assunzioni e concetti di base
    1.4.1 La Capital Market Line
    1.4.2 La Security Market Line
1.5 La stima del tasso di rendimento privo di rischio
    1.5.1 Il concetto di risk free rate: cenni
    1.5.2 Criteri alternativi di determinazione del tasso di rendimento privo di rischio
1.6 La stima dell’equity risk premium
    1.6.1 Generalità
    1.6.2 La scelta dell’indice di mercato
    1.6.3 Il processo di normalizzazione dei rendimenti
    1.6.4 La determinazione del periodo di riferimento
1.7 La stima del parametro beta
    1.7.1 La stima dei beta tramite analisi di regressione
    1.7.2 L’analisi del parametro beta: aspetti tecnici del procedimento di stima
        1.7.2.1 La dipendenza dei beta dai parametri della regressione
        1.7.2.2 Alcuni metodi per la correzione dei beta stimati
    1.7.3 I limiti dei beta stimati tramite regressioni
        1.7.3.1 Il problema dell’indice di mercato
        1.7.3.2 Il problema dell’errore statistico
        1.7.3.3 Il problema della variabilità nel tempo delle caratteristiche aziendali
1.8 Metodologie alternative di determinazione del parametro beta
    1.8.1 I beta empirici
    1.8.2 I beta delle società comparabili
        1.8.2.1 Beta levered e beta unlevered
    1.8.3 I beta operativi
1.9 Limiti teorici e applicativi del Capm: considerazioni conclusive
1.10 L’Arbitrage Pricing Theory
1.11 Appendice. Market risk factors e risk factor investing
    1.11.1 Inquadramento teorico
    1.11.2 Alpha, beta e smart beta
    1.11.3 I rischi connessi al risk factor investing
    1.11.4 Fattori di rischio di mercato: un tentativo di classificazione
        1.11.4.1 Gli asset “tradizionali”
        1.11.4.2 Le strategie Carry
        1.11.4.3 Le strategie Value
        1.11.4.4 Le strategie Momentum
        1.11.4.5 Le strategie Volatility
    1.11.5 Risk factor. Approccio di portafoglio
    1.11.6 Risk factor. Style analysis e performance attribution
Bibliografia
2. La dinamica dei prezzi di borsa
Premessa
2.1 La teoria del mercato efficiente
    2.1.1 Le ipotesi dei mercati efficienti
    2.1.2 Implicazioni operative della teoria del mercato efficiente
    2.1.3 Le verifiche empiriche a supporto della teoria del mercato efficiente
        2.1.3.1 Evidenza dell’ipotesi di mercato efficiente in forma debole. Le regole filtro e i test dell’indipendenza seriale
        2.1.3.2 Evidenza dell’ipotesi di mercato efficiente in forma semi-forte
        2.1.3.3 Le verifiche empiriche dell’ipotesi di efficienza forte
    2.1.4 Le anomalie: alcune prove contrarie all’ipotesi di mercato efficiente
        2.1.4.1 Anomalie tecniche
        2.1.4.2 Altre anomalie
        2.1.4.3 Alcune prove contro la razionalità del mercato
2.2 La finanza comportamentale
    2.2.1 Investor sentiment e comportamenti individuali
    2.2.2 I fondamenti empirici della finanza comportamentale
        2.2.2.1 La finanza comportamentale e il comportamento degli investitori
        2.2.2.2 La finanza comportamentale e l’andamento dei mercati
        2.2.2.3 La finanza comportamentale e la dinamica di prezzo dei titoli
2.3 L’andamento dei prezzi di borsa: una possibile visione di sintesi?
    2.3.1 Premessa
    2.3.2 Le variazioni dei prezzi sono casuali o solo apparentemente tali?
    2.3.3 La teoria della riflessività
    2.3.4 Andamento del mercato come effetto del dissenso circa il giudizio di valore
Bibliografia
3. Analisi tecnica finanziaria
3.1 Introduzione
3.2 Analisi tecnica grafica
3.3 Analisi tecnica algoritmica
3.4 Applicazioni pratiche: alcune esemplificazioni
Bibliografia
4. Le tecniche di selezione dei singoli investimenti mobiliari: le obbligazioni
4.1 Gli indicatori di rendimento dei titoli obbligazionari
    4.1.1 Il rendimento di un investimento finanziario: aspetti introduttivi
    4.1.2 Il rendimento dei titoli senza cedola (o zero-coupon bond)
    4.1.3 Il rendimento dei titoli con cedola fissa
4.2 La liquidità e gli indicatori di rischio dei titoli obbligazionari
    4.2.1 La liquidità delle obbligazioni
    4.2.2 Il Machine Learning come strumento per misurare il liquidity risk
        4.2.2.1 Cos’è il Machine Learning
        4.2.2.2 Un fenomeno multidimensionale: il rischio liquidità
        4.2.2.3 Un’idea per misurare il liquidity risk
    4.2.3 Il rischio delle obbligazioni
        4.2.3.1 Il rischio di reinvestimento e il rischio di prezzo
        4.2.3.2 Il rischio di credito: aspetti concettuali e riscontri di mercato
4.3 La valutazione delle obbligazioni a cedola variabile
    4.3.1 Caratteristiche tecniche
    4.3.2 La valutazione dei floater: un caso particolare
    4.3.3 Indicatori di rendimento
        4.3.3.1 Current margin
        4.3.3.2 Simple margin
        4.3.3.3 Adjusted simple margin
        4.3.3.4 Discount margin
        4.3.3.5 Relazioni tra discount margin e spread dei bond a cedola fissa
    4.3.4 Indicatori di esposizione al rischio
        4.3.4.1 La sensibilità alle variazioni dei tassi di mercato
        4.3.4.2 La definizione dell’index duration
        4.3.4.3 La spread duration
        4.3.4.4 Il comportamento del prezzo al variare dei fattori di rischio
Bibliografia
5. La struttura dei rendimenti e l’asset pricing
Introduzione
5.1 Le teorie tradizionali
    5.1.1 La term structure e le aspettative degli operatori
    5.1.2 Il premio per il rischio
    5.1.3 Gli altri fattori esplicativi della term structure
        5.1.3.1 La segmentazione degli investitori
        5.1.3.2 I fattori reali
    5.1.4 L’habitat preferito
5.2 Le teorie moderne
    5.2.1 I modelli di non arbitraggio
    5.2.2 I modelli di stima basati sulla yield curve
5.3 Il pricing delle attività finanziarie e dei contratti derivati
5.4 Conclusioni
Bibliografia
6. Il valore dei titoli azionari: l’analisi fondamentale e di mercato
Introduzione
6.1 L’approccio basato sui flussi di risultato: i metodi finanziari
    6.1.1 Il Discounted Cash Flow Model con terminal value
    6.1.2 Modelli di valutazione finanziaria alternativi
6.2 L’approccio basato sui flussi di risultato: il metodo reddituale
6.3 L’approccio di mercato: il metodo dei multipli di borsa
6.4 L’approccio patrimoniale
6.5 Anomalie o conferme dai mercati?
    6.5.1 L’effetto gennaio e l’effetto lunedì
    6.5.2 Il prezzo a “sconto” delle holding e dei titoli immobiliari
    6.5.3 Il prezzo a “sconto” delle azioni con voto limitato
    6.5.4 I test sulla validità del Capm
    6.5.5 La politica dei dividendi
    6.5.6 Il ruolo della governance e della trasparenza informativa
Bibliografia
7. Gli strumenti derivati: caratteristiche, logiche di pricing e finalità di utilizzo
7.1 Gli strumenti derivati: elementi definitori e criteri di classificazione
    7.1.1 Premessa
    7.1.2 Caratteri e tassonomia degli strumenti derivati
        7.1.2.1 Contenuto opzionale/incondizionato
        7.1.2.2 Mercati di negoziazione
        7.1.2.3 Uscite di cassa
        7.1.2.4 Tipologia di sottostante
        7.1.2.5 Meccanismi di settlement
        7.1.2.6 Finalità
7.2 I future su titoli azionari e indici azionari: pricing e strategie operative
    7.2.1 Il pricing dei financial future
    7.2.2 Le strategie realizzabili con i contratti future
        7.2.2.1 L’utilizzo dei contratti future per la realizzazione di strategie speculative
        7.2.2.2 L’utilizzo dei contratti future per la realizzazione di strategie di copertura
        7.2.2.3 L’utilizzo dei contratti future per la realizzazione di strategie di arbitraggio
7.3 Opzioni su titoli azionari e indici: pricing e strategie operative
    7.3.1 Gli elementi che incidono sul valore di un’opzione
    7.3.2 Il pricing di un’opzione
        7.3.2.1 Limiti superiori e inferiori dei prezzi delle opzioni
        7.3.2.2 La put call parity
        7.3.2.3 Gli alberi binomiali e l’equazione B&S
    7.3.3 Le strategie implementabili con le opzioni
        7.3.3.1    L’arbitraggio con le opzioni
        7.3.3.2 La copertura con le opzioni
        7.3.3.3 Il trading con le opzioni
Bibliografia
8. Il personal financial planning e il processo di asset allocation
8.1 Il personal financial planning e l’individuazione del portafoglio ottimo per un investitore
    8.1.1 Premessa
    8.1.2 Il primo profilo di analisi: il rendimento
    8.1.3 Il secondo profilo: complessità e conflitti di interesse
    8.1.4 Il terzo profilo: la sopportabilità del rischio
    8.1.5 Gli obiettivi della politica di investimento
    8.1.6 L’approccio statistico
    8.1.7 Qualche idea (probabilmente) sbagliata
8.2 L’attività di asset allocation: inquadramento del tema
8.3 Tassonomia delle dimensioni di asset allocation
    8.3.1 L’asset allocation strategica
    8.3.2 L’asset allocation tattica
    8.3.3 L’asset allocation tattica (o market timing) e le attività di security selection: profili di separatezza
    8.3.4 L’asset allocation integrata
    8.3.5 L’integrazione tra analisi qualitative e quantitative nell’attività di asset allocation
8.4 La rilevanza delle dimensioni di asset allocation nel processo di investimento: profili di performance attribution
8.5 Gli approcci per la costruzione del portafoglio: top-down e bottom-up approach
Bibliografia
9. Lo stile e le tecniche di gestione di un portafoglio finanziario
9.1 Premessa
9.2 La tassonomia degli stili: cenni
9.3 Il dibattito teorico sullo stile di gestione del portafoglio
9.4 Lo stile di gestione passiva
9.5 Lo stile di gestione attiva del portafoglio
9.6 Le tecniche di gestione del portafoglio: schema di classificazione
9.7 Il ribilanciamento del portafoglio e le tecniche dinamiche
    9.7.1 La strategia del ribilanciamento a proporzione costante
        9.7.1.1 Frequenza di ribilanciamento e costi di transazione
    9.7.2 La strategia di ribilanciamento a proporzione costante con assicurazione di portafoglio
    9.7.3 Il confronto di convenienza tra le strategie dinamiche
9.8 La combinazione degli stili di investimento: la core-satellite strategy
    9.8.1 La gestione core-satellite: aspetti quantitativi
    9.8.2 L’integrazione tra core-satellite e Cppi
    Appendice. Esemplificazione numerica di integrazione tra core-satellite e Cppi
9.9 Exchange Traded Funds
    9.9.1 Introduzione, mercato e prospettive
    9.9.2 Etf: i meccanismi di funzionamento
        9.9.2.1 I meccanismi di creazione e riscatto
        9.9.2.2 I meccanismi di creazione e riscatto: un esempio
    9.9.3 Le diverse tipologie
        9.9.3.1 Equity
        9.9.3.2 Bond
        9.9.3.3 Commodities
        9.9.3.4 Smart Beta, Specialty & Alternatives
    9.9.4 La valutazione degli Etf
        9.9.4.1 I costi: expense ratio e management fee
        9.9.4.2 I costi: bid-ask spread
        9.9.4.3 Premium & discount
    9.9.5 Etf: i rischi
        9.9.5.1 Tracking error
        9.9.5.2 Liquidità
        9.9.5.3 Rischio controparte
        9.9.5.4 Rischi rispetto alle aspettative: Leveraged e Inverse Etf (effetto compounding), effetto Contango e Backwardation
        9.9.5.5 Chiusura anticipata, sospensione dell’emissione di nuove quote, Etn delisting
Bibliografia
10. La valutazione della performance
Premessa
10.1 Il rendimento di periodo
    10.1.1 Il Money Weigthed Rate of Return
    10.1.2 Il Time Weigthed Rate of Return
    10.1.3 Le due metodologie a confronto
    10.1.4 Il metodo delle quote
10.2 La persistenza dei rendimenti
10.3 Gli indicatori di efficienza e di abilità dei portfolio manager
    10.3.1 Calcolare il rendimento e il rischio
    10.3.2 Gli indicatori di rendimento corretto per il rischio
    10.3.3 L’abilità del gestore
    10.3.4 Le componenti della performance
10.4 La necessità di un giudizio sintetico: i rating e gli scoring
    10.4.1 Il Morningstar Rating
    10.4.2 Lo Standard & Poor’s Rating
Bibliografia