I modelli di portafoglio per la gestione del rischio di credito


Guida alla misurazione e al controllo dopo Basilea 2

 

di: Marco Bee, Luca Erzegovesi

Editore
Bancaria Editrice
Anno
2008
Pagine
378
ISBN
978-88-449-0456-2
Disponibilità
Disponibile
Prezzo di copertina€ 35,00
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QUANTITÀ PREZZO
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Da 30 pezzi € 24,50
Presentazione

Per valutare il rischio tipico delle esposizioni creditizie è fondamentale disporre di modelli di misurazione e controllo affidabili e avanzati. La ricerca e la sperimentazione di nuovi approcci  al rischio di credito a livello di portafoglio non si sono, pertanto, mai interrotte; le lineedi evoluzione sono state molteplici e hanno riguardato la stima delle perdite attese e inattese, i sistemi di allocazione del capitale, la gestione attiva del rischio mediante cartolarizzazioni e derivati su crediti. Anche l'impianto di calcolo dei modelli è stato affinato, al fine di ottenere risultati più chiari ed accurati.
Il volume costituisce una guida ai modelli di gestione del rischio che possono essere applicati nell'attività creditizia di una banca, tracciando un percorso graduale che parte dall'illustrazione di casi gestiti con strumenti statistici elementari, fino ad approcci via via più complessi, per concludere con una rassegna dei modelli «industriali» più noti. Al centro di tale percorso, il modello regolamentare di Basilea 2, che per la sua linearità e rilevanza pratica si presta a fungere da benchmark.
Tenendo in considerazione il solido impianto teorico alla base dei modelli, ma senza trascurare le peculiarità e le problematiche concrete che gli operatori incontrano quotidianamente, gli autori affrontano i seguenti argomenti:
' rischio di credito a livello di portafoglio e distribuzione delle perdite,
' driver di rischio: probabilità di default, loss given default, exposure at default,
' valore e redditività dei crediti rischiosi,
' modelli di portafoglio a fattore singolo e a fattori multipli,
' operazioni di cartolarizzazione,
' modelli e Nuovo Accordo di Basilea.
Il volume costituisce pertanto un valido strumento per facilitare il percorso di apprendimento dei modelli di portafoglio, così che ogni banca possa mettere a punto, nell'ambito del rapporto redditività/rischio di insolvenza, strumenti e strategie adeguate che meglio si adattano alle sue dimensioni e al suo mercato.

Introduzione
1. Il rischio di credito a livello di portafoglio: concetti fondamentali
1.1 Premessa 1.2 La distribuzione delle perdite e le sue determinanti 1.3 Perdite attese e perdite inattese 1.4 Misure di perdita potenziale e capitale a rischio (CaR): riepilogo 1.5 Aggregazione tra distribuzioni delle perdite. CaR totale, diversificato, incrementale e benefici della diversificazione 1.6 I passi per la costruzione e l'analisi delle distribuzioni
2. Definizione e misura dei driver di rischio: PD, LGD, EAD
"2.1 Premessa
2.2 Eventi legati alla qualità del credito e impatto sul valore
2.3 I sistemi di rating. Relazioni tra rating e probabilità di default
2.4 La struttura per scadenza delle probabilità di default
2.5 Le matrici di transizione tra classi di rating
2.5.1 Struttura delle matrici
2.5.2 Stima empirica delle probabilità di migrazione
2.6 Le componenti di rischio: fattori sistematici e idiosincratici. Benefici del frazionamento e della diversificazione
2.7 Distribuzioni condizionate e non condizionate, PD at a point in time e PD through the cycle
2.8 Misure della probabilità di default e orizzonte temporale
2.9 L'evidenza empirica: i tassi di decadimento elaborati dalla Banca d'Italia
2.10 L'exposure at default (EAD)
2.11 La loss given default (LGD)
2.11.1 Il trattamento della LGD negli approcci IRB di Basilea 2
2.11.2 Impatto della LGD sul valore atteso e sulla varianza delle perdite
2.11.3 Il valore atteso delle LGD condizionate alle variabili esplicative
2.11.4 Modelli dell'intera distribuzione delle LGD e delle perdite
2.11.5 La stima della LGD nel framework di Basilea 2
"
3. Misurazione del valore e della redditività dei crediti rischiosi
" 3.1 Premessa
3.2 Aspetti contabili
3.2.1 Nozione di default in Basilea 2
3.2.2 Le componenti di reddito legate al rischio di default
3.2.3 Le rettifiche di valore su crediti in Basilea 2 e negli IAS
3.3 Proiezione dei flussi attesi e pricing dei crediti rischiosi
3.3.1 I modelli del fair value e i casi tipici di valutazione
3.3.2 Altri eventi che impattano sul fair value delle espozioni creditizie
3.3.3 Valutazione al fair value, marking to market e marking to model nel trading book e nel banking book
3.3.4 Flussi contrattuali attualizzati ai tassi contrattuali correnti sul mercato
3.3.5 La distribuzione di probabilità dei flussi, i flussi attesi e le loro determinanti
3.3.6 Flussi attesi sulla vera distribuzione delle perdite attualizzati a tassi di rendimento atteso
3.3.7 Un caso particolare: la valutazione secondo i principi IAS
3.3.8 Flussi attesi sulla distribuzione "neutrale al rischio" attualizzati a tassi risk free
3.4 Sistemi di allocazione del capitale e pricing dei prestiti
3.4.1 Stato patrimoniale e conto economico di un pool
3.4.2 Misure di redditività aggiustate per il rischio
Appendice - Analisi di alcune formule utilizzate"
4. Struttura dei modelli di portafoglio e applicazioni a distribuzioni discrete
"

4.1 Premessa
4.2 Il caso di una singola esposizione
4.3 Il caso di due esposizioni

4.3.1 Distribuzione congiunta e distribuzioni marginali
4.3.2 Covarianza e correlazione di una coppia di variabili binarie

4.4 Portafoglio generico con n esposizioni: media e varianza della frequenza dei default
4.5 La distribuzione di perdita e la sua approssimazione parametrica
4.6 Portafoglio con n esposizioni: il modello binomiale e la distribuzione condizionata data la PD

4.6.1 Il caso di un portafoglio omogeneo non correlato e l'effetto frazionamento
4.6.2 Indici di concentrazione e di diversificazione settoriale
4.6.3 La varianza del tasso di perdita di portafogli eterogenei per importo e probabilità di default
4.6.4 Il caso di PD non uniformi
4.6.5 Esempio di calcolo della varianza del tasso di perdita di portafogli non omogenei
4.6.6 Costruzione della distribuzione condizionata di una somma di portafogli omogenei mediante convoluzione

4.7 La distribuzione non condizionata con PD aleatoria come mistura di distribuzioni condizionate

4.7.1 Modello con distribuzione discreta arbitraria delle PD condizionate
4.7.2 Frequenze di default storiche e stima della correlazione media tra default in un portafoglio o tra una coppia di portafogli
4.7.3 Esempio di stima della default correlation dalle serie storiche dei tassi di decadimento

4.8 Aggregazione di due o più distribuzioni e misure di CaR incrementale

4.8.1 I passi logici del procedimento di aggregazione
4.8.2 Esempio di costruzione delle distribuzioni non condizionate e delle misure di CaR

4.9 Loss given default e distribuzione delle perdite di portafogli uniformi

4.9.1 Il caso di LGD certa
4.9.2 Media e varianza del tasso di perdita con LGD aleatoria
4.9.3 Distribuzione condizionata delle perdite con LGD aleatoria
4.9.3.1 Distribuzione binomiale di LGD spiegata dal cure rate
4.9.3.2 Distribuzione trinomiale di LGD spiegata dal cure rate e da LGD aleatoria
4.9.4 Distribuzione non condizionata delle perdite con LGD aleatoria e correlazione tra PD e LGD
"
5. I modelli a fattore singolo
" 5.1 Premessa
5.2 I modelli strutturali basati sull'approccio di Merton
5.3 Caso di portafogli omogenei, correlazione tra valore dell'azienda e correlazione tra insolvenze
5.3.1 Il modello Bernoulliano
5.3.2 Il modello a mistura Bernoulliana
5.4 Modelli per la correlazione dei default: i possibili approcci
5.4.1 L'analisi unifattoriale del rischio di credito: il modello di Vasicek
5.4.2 La probabilità di default congiunta di due crediti
5.4.3 La distribuzione asintotica della percentuale dei default del portafoglio
5.4.4 Correlazione fra valore dell'attivo e correlazione fra default
5.4.5 Il modello regolamentare di Vasicek e Gordy
"
6. I modelli a fattori multipli
" 6.1 Individuazione e stima dei fattori di rischio sistematico
6.1.1 Il modello multifattoriale
6.1.2 Esempi su dati simulati
6.2 Moody's
7. I modelli delle agenzie di rating per la valutazione di pool cartolarizzati e CDO
" 7.1 I meccanismi di pooling e tranching
7.1.1 Un caso tipico di cartolarizzazione per cassa
7.1.2 Un caso tipico di cartolarizzazione sintetica
7.2 Il processo di rating delle CDO
7.3 Adattamento del modello binomiale: Moody's Binomial Expansion Technique (BET)
7.3.1 La logica del modello
7.3.2 Un esempio di applicazione
7.3.3 Le formule espicative del diversity score
7.4 Modelli Monte Carlo multiperiodali
7.4.1 I dati analitici sulle esposizioni
7.4.2 Attribuzione del rating e della PD
7.4.3 Attribuzione dei tassi di recupero in caso di insolvenza
7.4.4 I modelli della correlazione tra insolvenze
7.4.5 Il processo di simulazione Monte Carlo
7.4.6 La valutazione di CDO a più livelli
7.4.7 I risultati della simulazione: le distribuzioni dei tassi di default e di perdita
7.4.8 Analisi del rischio delle singole tranche
"
8. Basilea 2 e i modelli di portafoglio
" 8.1 Premessa
8.2 Le funzioni dei coefficienti di capitale nell'approccio IRB
8.2.1 La formula regolamentare dei coefficienti di capitale delle classi imprese, soggetti sovrani e banche
8.2.2 Il modello ASRF di Vasicek e Gordy. La PD condizionata estrema
8.2.3 La perdita in caso di insolvenza e la perdita attesa
8.2.4 Il coefficiente di correlazione dei rendimenti delle attività (asset correlation) R
8.2.5 La correzione per la durata e la determinazione di K
8.2.6 Le classi di attività al dettaglio
8.2.7 Le distribuzioni tipiche delle perdite per classi di attività secondo l'approccio IRB
8.2.8 Confronto tra gli assorbimenti patrimoniali nei metodi standard e IRB
8.2.9 Ampiezza della nozione di default, cure rate e livello dei requisiti patrimoniali
8.3 Il rischio delle esposizioni garantite e il trattamento del double default effect
8.3.1 Il modello fattoriale sottostante
8.3.2 Determinazione della PD congiunta attesa
8.3.3 Determinazione della PD congiunta estrema e del requisito patrimoniale
8.4 Il trattamento delle cartolarizzazioni secondo l'approccio della supervisory formula
8.4.1 Il trattamento nel metodo standard
8.4.2 Il trattamento nel metodo IRB
8.4.3 L'approccio IRB basato sui rating (RBA)
8.4.4 L'approccio IRB basato sulla formula di vigilanza (SFA)
8.5 Il granularity adjustment nella proposta del 2° Documento di consultazione del 2001
8.6 Il secondo pilastro: un ponte tra modelli regolamentari e modelli interni
8.6.1 La valutazione aziendale dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP)
8.6.2 Il processo di revisione e valutazione prudenziale (SREP)
8.6.3 Il metodo semplificato per il rischio di concentrazione
8.6.4 Conclusioni sul processo di controllo prudenziale e rischio di credito
8.7 I limiti alla concentrazione dei rischi "
Appendice A. Alcuni strumenti probabilistici e statistici
 A.1 Statistiche della distribuzione: i momenti
A.2 Legge dei grandi numeri e teorema del limite centrale
A.3 Stima delle misure di dispersione e dei quantili. Il metodo Monte Carlo
A.4 Le distribuzioni utilizzate
A.5 Moto browniano e formula di Itô
A.6 Funzioni copula e misure di dipendenza
A.7 Il modello fattoriale
A.8 Matrici di transizione
Appendice B. Esempi di programmazione dei modelli in Matlab
 B.1 Il modello di Hickman e Wollman
B.2 Il modello di Vasicek con distribuzione t di Student multivariata
B.3 Simulazione della copula Gaussiana e di Student
Bibliografia