Bancaria n. 6/2022


Mensile dell'Associazione Bancaria Italiana

Editore
Bancaria Editrice
Anno
2022
Disponibilità
In uscita
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CONTRIBUTI - Verso una finanza sostenibile per un’economia sostenibile / Towards a sustainable finance for a sustainable economy
L’emergenza energetica e ambientale impone di perseguire in modo nuovo il processo di transizione. Le banche europee e italiane possono essere un partner importante, anche se non certo l’attore principale. Spetta alle istituzioni pubbliche attuare politiche industriali e sociali che stimolino le imprese e le famiglie, e siano coerenti con le regole per il settore bancario. Tra le sfide più importanti vi è quella della carenza dei dati non solo ambientali e climatici, ma anche sociali, che le imprese devono fornire alle banche. È necessario quindi ampliare le fonti di dati pubblici, coordinare le regole a livello internazionale, assicurare la qualità e comparabilità delle informazioni, impedire comportamenti di finto impegno sostenibile. Il successo delle obbligazioni verdi in Europa va consolidato, e vanno definite regole adeguate in materia di trasparenza degli investimenti sostenibili.

The energy and environmental emergency requires to pursue transition in a new way. European and Italian banks can be an important partner, although certainly not the main player in the process. It is up to public institutions to implement industrial and social policies that stimulate businesses and households, and are consistent with the rules for the banking sector. Among the most important challenges is that of the lack of environmental and climate data, but also social, which companies must provide to banks. It is therefore necessary to expand public data sources, coordinate rules at international level, ensure the quality and comparability of information, prevent greenwashing. The success of green bonds in Europe must be consolidated, and appropriate rules on the transparency of sustainable investments must be established.
CONTRIBUTI - Il Codice della crisi d’impresa: quali interventi per migliorare le procedure? / The Italian Code of business crisis: how to improve procedures in line with Europe?
Nell’attuale difficile contesto macroeconomico, l’obiettivo di accelerare e rendere più efficienti le procedure di recupero dei crediti è fondamentale: si deve evitare che processi di ristrutturazione molto complessi, con eccessive incertezze sulla tutela della legalità dei creditori, incidano negativamente sull’erogazione del credito. Nell’ambito delle interlocuzioni con la Commissione che, presso il Ministero della Giustizia, sta lavorando all’elaborazione di proposte di interventi sul Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, l’ABI ha formulato una serie di osservazioni e proposte di miglioramento, che si aggiungono a quelle elaborate in passato, anche al fine di allineare le previsioni italiane alla direttiva europea in materia, in particolare sul tema del sovraindebitamento e della liquidazione giudiziale.

In the current difficult macroeconomic environment, the objective of speeding up and making debt recovery procedures more efficient is crucial: complex restructuring processes, with excessive uncertainties on the protection of creditors’ legality, must be avoided from negatively affecting the supply of credit. As part of the discussions with the Commission which, at the Ministry of Justice, is working on proposals for interventions on the Code of business crisis and insolvency, the Italian Banking Association has formulated a series of observations and proposals for improvement, also to align the Italian rules with the European directive, in particular on the issues of over-indebtedness and judicial liquidation.
CONTRIBUTI - Le nuove procedure di crisi e le banche / New crisis procedures in Italy and banks
Il presente contributo prende in esame la disciplina della cosiddetta Nuova finanza in progress – cioè il sostegno finanziario derivante dalla continuazione dei contratti di finanziamento bancari già in corso – nell’ambito della procedura di Convenzione di moratoria; degli Accordi di ristrutturazione definiti a efficacia estesa; e del Piano attestato di risanamento. Con riguardo a quest’ultima procedura vengono considerate le figure del Piano attestato cosiddetto normale; del Piano attestato cosiddetto rafforzato (cfr. art. 9, comma 5 bis, d.l. n. 23/2020); e del Piano attestato cosiddetto avallato (cioè predisposto a conclusione di una procedura di Composizione Negoziata della crisi d’impresa, e sottoscritto anche dall’esperto designato a condurre le relative trattative, art. 11, comma 1, lett. c), d.l. n. 118/2021).

This contribution examines the discipline of the so-called New finance in progress – that is, the financial support deriving from the continuation of bank loan agreements already in progress – as part of the Moratorium agreement procedure; of the Restructuring Agreements defined as with extended effect; and of the Attestato di Risanamento Plan. With regard to the latter procedure, the figures of the Certificate Plan are considered normal; of the Certificate Plan so-called Strengthened (see art. 9, comma 5 bis, d.l. n. 23/2020); and the Attested Plan so-called «Endorsed» (i.e. prepared at the conclusion of a Negotiated Composition procedure of the business crisis, and also signed by the expert designated to conduct the related negotiations, Article 11, paragraph 1, letter c), Legislative Decree L. n. 118/2021).
FORUM - Performance Esg e impatti sulle probabilità di default a medio-lungo termine: il caso europeo / Esg performance and the impact on medium-long term probabilities of default: the European case
L’integrazione delle performance Esg nelle politiche di gestione del rischio è diventata argomento di interesse per banche, manager, ricercatori e decisori politici. Il presente articolo si pone l’obiettivo di verificare la persistenza dell’effetto di mitigazione del rischio per le Pd caratterizzate da orizzonti temporali superiori all’anno, in funzione anche del settore di appartenenza dell’impresa. Il primo contributo ottenuto è rappresentato dalla conferma dell’esistenza di una relazione del tipo U-Shaped tra lo score Esg complessivo e l’effetto di mitigazione del rischio. Si è dimostrata l’esistenza di un differente impatto dello score Esg sulla mitigazione del rischio, in funzione del settore di appartenenza dell’impresa.

The integration of Esg performance into risk management policies has become a topic of interest for banks, managers, researchers and policy makers. This article aims to verify the persistence of the risk mitigation effect for Pd characterized by time horizons longer than one year, according to the sector firms belong to. The first contribution obtained is represented by the confirmation of the existence of a U-Shaped relationship between the overall Esg score and the risk mitigation effect. The existence of a different impact of the Esg score on risk mitigation was shown, depending on the sector to which the company belongs.
SISTEMI GESTIONALI E RISCHI - The exposure of the Italian financial system to transition risk / L’esposizione dell’industria finanziaria italiana al rischio di transizione
In this paper we use data on the exposure of loans, bonds, equities and other securities referred to any non-financial firms and held by banks, insurances, Spvs and other financial intermediaries towards Italian (resident) non-financial firms. We identify those sectors deemed to be «carbon-critical», i.e. particularly exposed to transition risk and any asset associated with these sectors exposed to transition risk. We find that at the end of 2019, 12% of the financial assets of banks, financial intermediaries and Spvs are potentially exposed to transition risk.

In questo articolo utilizziamo i dati sull’esposizione di prestiti, obbligazioni, azioni e altri titoli riferiti a qualsiasi società non finanziaria e detenuti da banche, assicurazioni, Spv e altri intermediari verso imprese italiane (residenti) non finanziarie. Identifichiamo quei settori ritenuti critici dal punto di vista delle emissioni di carbonio, ossia particolarmente esposti al rischio di transizione, e qualsiasi attività associata a questi settori esposta al rischio di transizione. Troviamo che, a fine 2019, il 12% delle attività finanziarie di banche, intermediari finanziari e Spv è potenzialmente esposto al rischio di transizione.
TECNOLOGIE - Le super app e le banche: opportunità, scenari, nuovi competitors / Super app tricks or treats?
Oggi molti di noi, se vogliono richiedere un taxi, ordinare cibo a casa, fare un bonifico a un amico o rinnovare l’assicurazione auto tramite il proprio cellulare, devono avere diverse app installate sul proprio cellulare, ciascuna delle quali realizzata dal singolo fornitore di servizi e con proprie logiche di accesso. Questo tipo di esperienza parcellizzata è ormai un lontano ricordo per centinaia di milioni di cittadini nei paesi emergenti, che utilizzano una o pochissime macro app, chiamate per l’appunto super app, che sono diventate sempre più delle vere e proprie piattaforme in grado di facilitare la vita quotidiana online. In questo articolo vengono illustrate le principali caratteristiche di questi nuovi operatori digitali, la loro proposta di valore e il ruolo dell’open banking ed embedded finance per poter disegnare potenziali futuri scenari competitivi, nonché il ruolo delle istituzioni finanziarie.

Today many of us, if they want to request a taxi, order food at home, make a wire transfer to a friend or renew car insurance via mobile phone, must have different apps installed on the smartphone, each of them made by specific service providers and with their own login logics. This kind of fragmented experience is now a distant memory for hundreds of millions of citizens in emerging countries, that use one or very few macro apps, called just super apps, which have become more and more real platforms that can facilitate the daily life online. This article explains the main features of these new digital players, their value proposition and the role of open banking and embedded finance in order to draw potential future competitive scenarios, as well as the role of financial institutions.
FINANZA E RISPARMIO - Le cancellazioni dal listino azionario di Borsa Italiana: un’analisi sul periodo 2002-2021 / Company Delistings from the Italian Stock Exchange: an analysis of the period 2002-2021
L’elevato numero di cancellazioni sulla Borsa italiana è uno dei temi più discussi negli ultimi anni. Complessivamente Piazza Affari ha raggiunto il valore record di 407 aziende quotate, grazie alla crescita di Euronext Growth Milan (già Aim Italia), ma le imprese quotate sul listino principale sono in costante declino. Questa ricerca propone un’analisi delle società (ben 336, di cui 268 del listino principale) che sono uscite nell’ultimo ventennio (2002-2021). I dati mostrano che le cancellazioni sono dovute a motivi eterogenei, non sempre riconducibili a una disaffezione, individuando 4 gruppi omogenei: 1. le società obbligate a lasciare la Borsa per mancanza di requisiti e che hanno riscontrato difficoltà rilevanti, con performance deludenti prima del delisting; 2. le aziende acquisite da soggetti esterni, con ricavi e margini positivi prima dell’acquisizione, assieme a buoni rendimenti di mercato; 3. le aziende delistate in ottica di una riorganizzazione societaria interna, che rimangono però parte di un gruppo quotato; 4. le società in cui il delisting avviene volontariamente e per le quali si osserva un trend calante nei ricavi e negli utili.

The high number of delistings on the Italian Stock Exchange is one of the most discussed topics in recent years. Overall, Piazza Affari has reached a record value of 407 listed companies, thanks to the growth of Euronext Growth Milan, but the companies listed on the main board are in constant decline. This research proposes an analysis of the companies (as many as 336, of which 268 from the main board) that delisted in the last twenty years. The data show that delistings are due to heterogeneous reasons, identifying 4 clusters: 1. the Losers, i.e. the companies obliged to leave the Stock Exchange for lack of requirements and significant difficulties, with disappointing performance before delisting; 2. the Prey, acquired from external subjects, with positive revenues and margins before the acquisition, combined with good market returns; 3. the Restructured, delisted due to an internal corporate reorganisation, which however remain part of a listed group; 4. the Repentants, in which delisting takes place voluntarily and for which a declining trend in revenues and profits is observed.
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