Bancaria n. 5/2026


Mensile dell'Associazione Bancaria Italiana

Editore
Bancaria Editrice
Anno
2026
Disponibilità
Disponibile
Prezzo € 15,00
IVA assolta dall'editore

SPECIALE DEMOGRAFIA E DISUGUAGLIANZE - Demografia, crescita, inclusione: le banche alla prova longevity / Demography, growth, inclusion: banks at the longevity test
L'evoluzione demografica porta con sé implicazioni sulla crescita economica e sulla produttività, in Europa e in Italia. Anche il settore bancario è chiamato a fronteggiare le nuove sfide legate ai cambiamenti demografici e alle diseguaglianze sociali ed economiche potenzialmente connesse e a intercettare bisogni emergenti, non esclusivamente finanziari. In questo scenario, l'ABI ha costituito il Comitato Tecnico Strategico «Evoluzione demografica e servizi bancari», quale sede di confronto tra le banche sulle priorità legate a questi cambiamenti strutturali al fine di condividere buone pratiche, riflessioni e proposte di intervento e di individuare soluzioni in grado di generare un impatto positivo nel medio-lungo termine.

Demographic change brings with it implications for economic growth and productivity, in Europe and in Italy. The banking sector is also called upon to face the new challenges related to demographic changes and potentially related social and economic inequalities and to intercept emerging needs, not exclusively financial. In this scenario, ABI has set up the Strategic Technical Committee on Demographic Evolution and Banking Services, as a forum for banks to discuss the priorities related to these structural changes in order to share good practices, reflections and proposals for action and to identify solutions capable of generating a positive impact in the medium to long term.
SPECIALE DEMOGRAFIA E DISUGUAGLIANZE - Investire nel futuro: giovani, innovazione e capitale umano / Investing in the future: young people, innovation and human capital
L'economia italiana mostra elementi di solidità, ma resta frenata da debolezze strutturali, tra cui la stagnazione della produttività. Il calo della natalità e la riduzione della popolazione in età lavorativa rappresentano fattori critici. In questo contesto, l'investimento in capitale umano è decisivo. Le università hanno un ruolo centrale nella formazione, nella ricerca e nel trasferimento tecnologico, quest'ultimo ancora limitato. Persistono ritardi nel numero di laureati e bassi rendimenti dell'istruzione, mentre si ampliano i divari salariali con l'Europa. Ciò alimenta l'emigrazione dei giovani qualificati e rende difficile attrarre talenti. Rafforzare istruzione, innovazione e natalità è essenziale per sostenere crescita e coesione.

The Italian economy is strong, but remains held back by structural weaknesses, including stagnant productivity. The decline in the birth rate and the shrinking working-age population are critical factors. In this context, investment in human capital is crucial. Universities play a central role in training, research and technology transfer, the latter of which is still limited. Delays in the number of graduates and low educational returns persist, while wage gaps with Europe widen. This fuels the emigration of skilled young people and makes it difficult to attract talent. Strengthening education, innovation and birth rates is essential to support growth and cohesion.
SPECIALE DEMOGRAFIA E DISUGUAGLIANZE - Demografia e crescita: le sfide per l'economia italiana e il ruolo delle banche / Demography and growth: the challenges for Italy and the role of banks
La transizione demografica rappresenta una sfida strutturale di lungo periodo, che inciderà in profondità sulle prospettive di crescita e sugli equilibri economici e sociali dell'Italia. Le evidenze disponibili mostrano con chiarezza come il fattore demografico costituisca uno dei principali vincoli al potenziale di sviluppo, ma anche come esistano margini concreti di intervento per attenuarne gli effetti. In questo scenario, il coordinamento tra politiche pubbliche e iniziative del settore bancario assume un rilievo centrale. Le banche, al servizio dell'economia reale, sono chiamate a contribuire attivamente a questo processo, affiancando famiglie e imprese nelle scelte di investimento e di formazione.

The demographic transition represents a long-term structural challenge, affecting deeply Italy's growth trends and and social aspects. The available evidence clearly shows that the demographic factor is one of the main constraints on development potential, but also that there is concrete scope for action to mitigate its effects. In this scenario, the coordination between public policies and initiatives of the banking sector takes on central importance. Banks, at the service of the real economy, are called upon to actively contribute to this process, supporting families and businesses in investment and educational choices.
SPECIALE DEMOGRAFIA E DISUGUAGLIANZE - Capacità, capitale umano, attività economica nell'Italia dei «giovani anziani» / Capacity, human capital, economic activity in the Italy of the «young-old»
Dell'invecchiamento della popolazione, e delle sue conseguenze per le economie non solo dei paesi avanzati, si discute ormai da molti decenni. Per l'Italia, dove la speranza di vita è ormai tra le massime al mondo e la natalità sui livelli più bassi, demografi ed economisti sottolineano la necessità di mettere in moto interventi e riforme che evitino conseguenze, economiche e sociali, negative. Occorre accrescere la partecipazione al lavoro dei giovani, delle donne e anche dei «giovani anziani» (tra i 65 e i 74 anni), senza trascurare la necessità di accrescere rapidamente produttività e competenze cognitive, proprie della società digitale. In ogni caso sarà necessario per tutti aumentare la sensibilità nei confronti di una formazione permanente, lungo l'intero arco di vita.

Population ageing, and its economic implications not only for advanced economies, has been debated for decades. In Italy, where life expectancy ranks among the highest globally and fertility rates have declined to historically low levels, demographers and economists underline the urgency of policy measures and structural reforms to mitigate adverse economic and social outcomes. Priority should be given to increasing labour force participation among young people, women, and the «young-old» (those aged 65 to 74), while simultaneously addressing the need for rapid improvements in productivity and cognitive skills, which are critical in an increasingly digital society. Ultimately, greater awareness of the importance of lifelong learning will be required across the entire life course.
SPECIALE DEMOGRAFIA E DISUGUAGLIANZE - Disuguaglianze e diritti / Inequalities and rights
Secondo il liberalismo classico, la legge deve ignorare le disuguaglianze socioeconomiche. Secondo i neoliberali, le disuguaglianze devono essere individuate, analizzate e sfruttate al fine di un'efficiente allocazione dei diritti. Mentre nel liberalismo classico il potere economico privato è considerato una fastidiosa eccezione, nel pensiero neoliberale dominante il potere economico privato è considerato una forza che traina innovazione e sviluppo e, perciò, legittimato e, spesso, incoraggiato. Questa evoluzione del liberalismo ha comportato: un cambiamento teorico nella concezione dei diritti soggettivi; nuove norme e nuove interpretazioni (esemplificate con riferimento al diritto societario, antitrust e tributario), che hanno causato un'enorme crescita delle disuguaglianze; uno spostamento di attenzione dal tema dell'uguaglianza, a quello della legittimità delle discriminazioni.

According to classical liberalism, the law must ignore socioeconomic inequalities. According to neoliberals, inequalities must be identified, analyzed and exploited in order to efficiently allocate rights. While in classical liberalism private economic power is considered an annoying exception, in the dominant neoliberal thought private economic power is considered a force driving innovation and development and, therefore, legitimized and, often, encouraged. This evolution of liberalism has entailed: a theoretical change in the conception of subjective rights; new norms and new interpretations (exemplified with reference to company, antitrust and tax law), which have caused an enormous growth in inequalities; a shift in attention from the issue of equality to that of the legitimacy of discrimination.
SPECIALE DEMOGRAFIA E DISUGUAGLIANZE - Disuguaglianze di genere che non fanno rumore / Gender inequalities that do not cause a stir
Nel dibattito pubblico sulle disuguaglianze economiche di genere il gender pay gap (Gpg), la differenza di salario orario fra uomini e donne, è generalmente considerato l’indicatore per eccellenza. In realtà il Gpg è una componente modesta di un divario complessivo nel reddito da lavoro fra uomini e donne che è molto più ampio ma poco conosciuto e molto sottaciuto. La famiglia e lo Stato intervengono a compensare questo divario, la prima con la messa in comune del reddito, il secondo tramite soprattutto la fiscalità e la previdenza. Obiettivo basilare di questo articolo è mostrare come il reddito a disposizione delle donne al netto delle redistribuzioni operate da famiglia e Stato rimanga comunque significativamente inferiore a quello degli uomini. Due le conseguenze principali: la persistenza di un divario di ricchezza importante e una dipendenza finanziaria che dalla famiglia si è spostata in parte allo Stato. Questo spostamento non ha eliminato i rischi legati alla dipendenza, li sta semplicemente cambiando e rende ancora più cogente dare priorità a politiche in grado di garantire indipendenza finanziaria.

Public debate on gender economic inequality typically focuses on the gender pay gap (Gpg), defined as the difference in hourly wages between men and women. However, the Gpg represents only a modest share of a much larger – and less widely recognized – overall earnings gap. Both the family and the State partially offset this disparity: the former through income pooling, and the latter through taxation and social security systems. This article argues that even after accounting for these redistributive mechanisms, women’s available income remains significantly lower than men’s. Two major consequences follow: the persistence of a substantial wealth gap and continued financial dependence. While this dependence has shifted in part from the family to the State, the associated risks have not disappeared. Instead, they have evolved, reinforcing the urgency of policies aimed at ensuring women’s financial independence.
SPECIALE DEMOGRAFIA E DISUGUAGLIANZE - Il declino demografico del Mezzogiorno / The demographic decline of Southern Italy
L'articolo analizza il declino demografico del Mezzogiorno nell'Italia contemporanea. Dal 2014, quasi l'80% della perdita complessiva di popolazione italiana si concentra nelle regioni meridionali, per effetto di saldi naturali negativi, fecondità strutturalmente al di sotto del livello di sostituzione e un persistente saldo migratorio interno sfavorevole. Il Mezzogiorno si trova in una duplice trappola demografica: la contrazione delle donne in età riproduttiva amplifica il calo delle nascite, mentre l'emigrazione – prevalentemente giovanile e con una elevata componente ad alta qualificazione – sottrae risorse umane indispensabili allo sviluppo. Le proiezioni Istat al 2050 prefigurano un'accelerazione dell'invecchiamento, con il rischio di una progressiva desertificazione demografica nelle aree interne.

The article examines the demographic decline of the Mezzogiorno in contemporary Italy. Since 2014, nearly 80% of Italy's overall population loss has been concentrated in the southern regions, driven by negative natural balances, fertility rates structurally below replacement level, and a persistently unfavourable internal migration balance. The Mezzogiorno finds itself caught in a twofold demographic trap: the contraction of the female population of reproductive age compounds the decline in births, while outmigration – predominantly among young people and with a significant highly-educated component – drains the human capital essential for development. Istat projections for 2050 foreshadow an acceleration of population ageing, with the attendant risk of progressive demographic desertification in inland areas.
FORUM - Microimprese e accesso al credito: il ruolo della digitalizzazione, della sostenibilità e dell'alfabetizzazione finanziaria / Microenterprises and access to credit: the role of digitalization, sustainability, and financial literacy
L'articolo analizza l'effetto di fattori quali innovazione digitale, sostenibilità ambientale e alfabetizzazione finanziaria sull'accesso al credito nelle microimprese. Utilizziamo dati di Banca d'Italia su un campione di 1.809 microimprese, tratti dall'indagine del 2021 sulle competenze finanziarie degli imprenditori. Ai fini dell'analisi, sono state costruite misure di accesso al credito, innovazione digitale, sostenibilità ambientale e alfabetizzazione finanziaria, oltre a una serie di variabili di controllo, e stimati modelli di regressione. I risultati evidenziano un effetto positivo dell'innovazione digitale e dell'alfabetizzazione finanziaria sull'accesso al credito, a differenza della sostenibilità ambientale, verosimilmente per l'incidenza di fattori di contesto o di specifiche caratteristiche delle imprese considerate, che possono influenzare il legame analizzato.

This paper analyzes the effect of factors such as digital innovation, environmental sustainability, and financial literacy on access to credit among microenterprises. We use data from the Bank of Italy on a sample of 1,809 microenterprises, drawn from the 2021 survey on entrepreneurs' financial competences. For the purposes of the analysis, measures of access to credit, digital innovation, environmental sustainability, and financial literacy were constructed, along with a set of control variables, and regression models were estimated. The results indicate a positive effect of digital innovation and financial literacy on access to credit, while no similar effect emerges for environmental sustainability, likely due to contextual factors or firm-specific characteristics that may influence the relationship.
FINANZA E RISPARMIO - Irs, mark-to-market, criteri di calcolo e scenari probabilistici nelle ultime ordinanze della Cassazione / IRS, mark-to-market, calculation criteria, and probability scenarios in the latest Supreme Court orders
A sei anni dalla pronuncia n. 8770 delle Sezioni Unite del 2020, la Prima Sezione torna sui requisiti di validità degli Irs di copertura e, pur introducendo significative e condivisibili puntualizzazioni (in primis, il superamento di una lettura dei derivati a taglia unica e dell'idea degli scenari probabilistici come strumenti predittivi), non abbandona la chiave di lettura che assimila un Irs – anche di copertura – a una scommessa meritevole di tutela giuridica solo se razionale. Da qui l'innesto, sul terreno della meritevolezza, di categorie (scenari probabilistici basati su performance storiche) che risultano tecnicamente non pertinenti per gli Irs, soprattutto nel segmento delle operazioni di copertura.

Nearly six years after the Italian Supreme Court's Joint Chambers delivered judgment No. 8770 of 2020, the First Civil Division has returned to the validity requirements of hedging IRSs. Although the Court introduces a number of significant and persuasive clarifications – most notably, by moving away from a one-size-fits-all understanding of derivatives and from the notion that probabilistic scenarios perform a predictive function – it still falls short of abandoning the interpretative approach that equates an IRS, even when used for hedging purposes, with a speculative bargain deserving legal protection only where the risk assumed may be regarded as rational. This, in turn, leads the Court to import into its analysis of contractual validity categories – such as probabilistic scenarios based on historical performance – that are technically ill-suited to IRSs, particularly in the context of hedging transaction.
ECONOMIA E SOCIETÀ - Non solo cibo, a tavola tra economia e cultura / Italian food, between economy and culture
L'economia dell'alimentazione, il cosiddetto food, è centrale nel mondo e particolarmente in Italia. Perché cibo non è solo nutrirsi, è economia, storia, senso di appartenenza, visione etica e cultura. La cucina italiana è patrimonio culturale immateriale Unesco. Come ha chiarito il trentasettesimo Rapporto Eurispes l'Italia è sempre più selettiva e consapevole a tavola. Gli ultimi dati del Food Industry Monitor evidenziano una crescita del settore del 5,9% nel 2024 e aumenti per il 2025 e il 2026, certo con i dubbi e le incertezze dell'attuale momento. Ma il cibo è anche cultura. Quando addirittura non fa l'Italia e la storia. Come nel caso di Pellegrino Artusi, il grande cultore della cucina italiana che con la sua opera «La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene» riuscì a mettere insieme la tavola italiana unita.

The food economy is central to the world and particularly in Italy. Because food is not just about eating, it is economy, history, a sense of belonging, ethical vision and culture. Italian cuisine is an intangible cultural heritage Unesco. As the Eurispes Report has made clear, Italy is always more selective and aware at the table. The latest data from the Food Industry Monitor shows an industry growth of 5.9% in 2024 and a rising trend for 2025 and 2026, certainly with the doubts and uncertainties of the current moment. But the food is also culture. As in the case of Pellegrino Artusi, the great lover of Italian cuisine who with his work «Science in cooking and the art of eating well» managed to put together the united Italian table.



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