Il metodo dei rating interni - Nuova Edizione 2010


Basilea 2 e il rischio di credito: le regole, la loro attuazione in Italia, le proposte di revisione dopo la crisi finanziaria

 

a cura di: Francesco Cannata

Editore
Bancaria Editrice
Anno
2010
Pagine
324
ISBN
978-88-449-0481-4
Disponibilità
Disponibile
Prezzo di copertina€ 30,00
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IVA assolta dall'editore

QUANTITÀ PREZZO
Da 5 a 9 pezzi € 27,00
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Da 30 pezzi € 21,00
Presentazione

A seguito della crisi finanziaria il Comitato di Basilea ha formulato - su richiesta dei leaders del G20 - un'articolata proposta di revisione della regolamentazione prudenziale delle banche, finalizzata a correggere le imperfezioni del quadro vigente e a rafforzare la stabilità del sistema finanziario: da una più severa e omogenea definizione di patrimonio di vigilanza al rafforzamento delle regole sui prodotti strutturati e sul trading book; da regole quantitative sul rischio di liquidità a un pacchetto di misure volte a contenere l'indebitamento del sistema finanziario e i rischi di prociclicità. Sebbene l'impalcatura e la filosofia sottostante il metodo dei rating interni (IRB) per il rischio di credito ne escano sostanzialmente confermate, le novità e i cambiamenti sono rilevanti, soprattutto quelli miranti a favorire una più efficace attuazione della regolamentazione. La nuova edizione di questo volume, sostanzialmente rivista e aggiornata, offre un'analisi ragionata della disciplina di Basilea 2 prima e dopo la crisi, focalizzando l'attenzione sull'utilizzo da parte delle banche dei metodi basati sui rating interni per il rischio di credito.
La prima parte delinea il quadro d'insieme: sì descrivono la disciplina prudenziale di Basilea 2, avendo come punto di riferimento la normativa elaborata nelle sedi internazionali, e i principali cambiamenti che si sono resi necessari alla luce della crisi.
La seconda parte è dedicata al metodo dei rating interni: il filo conduttore è rappresentato dalle Disposizioni di vigilanza della Banca d'Italia che, nel recepire la normativa internazionale, hanno adattato quest'ultima alle prassi e alle esigenze del mercato e degli operatori italiani.
La terza parte riporta l'esperienza operativa della Banca d'Italia nei primi due anni di applicazione della disciplina, maturata nell'ambito delle attività di riconoscimento prudenziale dei sistemi di rating delle principali banche italiane. Il volume è corredato di tre Appendici di approfondimento che riguardano: l'iter dei lavori di Basilea 2; il modello teorico sottostante al metodo dei rating interni; le principali tecniche quantitative per la convalida dei parametri di rischio.
Chiude il testo un Glossario dei più diffusi termini collegati al mondo di Basilea 2.

Prefazione
PARTE PRIMA - LE REGOLE INTERNAZIONALI SUL RISCHIO DI CREDITO
1. L'Accordo sul Capitale del 1988 e le ragioni della riforma
1.1 Introduzione
1.2 L'Accordo sul Capitale del 1988
1.3 Verso Basilea 2 Bibliografia
2. La disciplina di Basilea 2 e la revisione alla luce della crisi
2.1 Le linee generali del nuovo Accordo
2.2 Il metodo standardizzato
2.3 Il metodo dei rating interni
2.4 I profili di debolezza della regolamentazione prudenziale alla luce della crisi
2.5 La revisione della regolamentazione
2.5.1 Le modifiche al Framework di Basilea 2 del luglio 2009
2.5.2 I due documenti di consultazione del dicembre 2009
Bibliografia
3. La direttiva europea sull'adeguatezza patrimoniale delle banche
3.1 La disciplina di Basilea 2 nell'Unione europea
3.2 Le ragioni alla base della revisione della CRD
3.3 Le principali modifiche
3.3.1 La vigilanza sui gruppi bancari cross-border
3.3.2 Filiali rilevanti dal punto di vista sistemico
3.3.3 La cooperazione per la gestione delle crisi
3.3.4 Cartolarizzazione
3.3.5 Grandi rischi
3.3.6 Strumenti ibridi del patrimonio di base
3.3.7 Rischio di liquidità
Bibliografia
4. La prociclicità in Basilea 2: prima e dopo la crisi
4.1 La ciclicità dei requisiti patrimoniali: da Basilea 1 a Basilea 2
4.1.1 Ciclicità e prociclicità dell'attività bancaria
4.1.2 La ciclicità in Basilea 1
4.1.3 Problemi derivanti dall'applicazione di requisiti sensibili al rischio
4.2 Luoghi comuni ed evidenza empirica
4.2.1 Sulla ciclicità del rischio di credito
4.2.2 Sulle differenze tra Basilea 1 e Basilea 2
4.2.3 Sulla prociclicità dei requisiti patrimoniali
4.3 La risposta della regolamentazione
4.3.1 I parametri di rischio
4.3.2 Il trattamento dei prenditori meno ciclici
4.3.3 Monitoraggio
4.3.4 Stress test
4.4 Basilea 2 dopo la crisi: nuovi e vecchi strumenti contro la ciclicità
4.4.1 Buffer anticiclici
4.4.2 Accantonamenti anticiclici
4.5 Conclusioni
Bibliografia
PARTE SECONDA - IL METODO IRB: LE REGOLE PER LE BANCHE ITALIANE
5. La convalida dei sistemi IRB nelle Disposizioni di vigilanza della Banca d'Italia
5.1 Un'introduzione alla normativa prudenziale italiana
5.2 La procedura di convalida
5.2.1 Le fasi della procedura
5.2.2 La cooperazione tra autorità di vigilanza
5.3 Il roll-out e l'utilizzo permanente del metodo standardizzato
Bibliografia
6. I requisiti quantitativi e organizzativi per l'utilizzo dei metodi IRB
6.1 Introduzione
6.2 I portafogli di attività
6.3 I requisiti quantitativi
6.3.1 La definizione di default
6.3.2 I parametri di rischio
6.3.3 I modelli esterni
6.3.4 Le prove di stress
6.4 I requisiti organizzativi
6.4.1 Le caratteristiche dei sistemi di rating
6.4.2 Il ruolo dei rating nei processi gestionali
6.4.3 Le attività di controllo interno sui sistemi di rating
6.5 Uso dei modelli interni per le esposizioni in strumenti di capitale
6.6 Le tecniche di attenuazione del rischio di credito
Bibliografia
7. Le regole di calcolo
7.1 Le funzioni regolamentari per i crediti corporate e retail
7.2 Il metodo 'slotting criteria' per i finanziamenti specializzati
7.3 Le esposizioni in strumenti di capitale
7.4 Esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR)
7.5 Le posizioni verso la cartolarizzazione
7.6 Perdite attese e requisito patrimoniale complessivo
Bibliografia
PARTE TERZA - LA CONVALIDA DEI SISTEMI DI RATING DELLE BANCHE ITALIANE
8. La convalida di vigilanza dei sistemi IRB: un'introduzione
8.1 Introduzione
8.2 Le aree di indagine della convalida
Bibliografia
9. La verifica delle stime dei parametri di rischio
9.1 Introduzione
9.2 La convalida quantitativa delle stime dei parametri di rischio
9.3 La revisione del disegno del modello di stima della PD
9.4 La revisione del disegno del modello di stima della LGD
9.5 La valutazione delle prestazioni dei modelli di stima della PD
9.6 La valutazione delle prestazioni dei modelli di stima della LGD
9.7 Conclusioni
Bibliografia
10.Dai modelli ai sistemi di rating: la verifica degli aspetti organizzativi
10.1 Introduzione
10.2 Il processo di attribuzione del rating
10.3 Il processo di concessione del credito
10.4 Il processo di monitoraggio del credito
10.5 L'integrazione delle misure di rischio nei modelli di portafoglio
11.La convalida dei sistemi IRB nei gruppi cross-border
11.1 L'attuazione pratica della cooperazione internazionale di vigilanza
11.2 L'esperienza di convalida dei sistemi IRB di gruppi cross-border
11.3 La verifica di aspetti specifici
11.3.1 Definizione di default
11.3.2 Stima e convalida dei parametri di rischio per i 'low default portfolios' (LDP)
11.3.3 Project finance
11.3.4 Downturn LGD
11.3.5 Il requisito di indipendenza nel processo di assegnazione del rating
11.3.6 Cambiamenti dei modelli e utilizzo dei rating
Bibliografia
Postfazione
1. Da Basilea 1 a Basilea 2: i riflessi per le banche e per le imprese
2. Il nuovo contesto regolamentare e la realtà italiana
3. Capire in profondità le nuove regole da parte delle banche e delle imprese
4. I rapporti tra banche e autorità di vigilanza nel nuovo contesto regolamentare
Appendici
Appendice 1 - L'iter della riforma di Basilea 2
Appendice 2 - Il modello alla base del calcolo dei requisiti patrimoniali
Appendice 3 - Capacità discriminante e previsiva dei sistemi di rating