Bancaria n. 4/2000


Mensile dell'Associazione Bancaria Italiana

Editore
Bancaria Editrice
Anno
2000
Pagine
95
ISBN
0005-46-23
Disponibilità
Disponibile
Prezzo Copertina € 15,00
IVA assolta dall'editore

Presentazione

Corporate governance e funzionamento dei consigli di amministrazione negli intermediari finanziari ad azionariato diffuso
Nei sistemi di corporate governance ad azionariato diffuso, la presenza di azionisti multiruolo (ad esempio finanziatori, distributori o clienti) portatori, nei confronti del management, di interessi di varia natura, spesso contrastanti, può generare potenziali conflitti di interesse e asimmetrie nella distribuzione dei ruoli. Per evitare che il processo decisionale del management ne risulti condizionato e sia distolto dall'obiettivo di massimizzare il valore d'impresa, è necessario che il Consiglio di amministrazione disponga di adeguati sistemi informativi per conoscere e valutare tali distorsioni. Alcune soluzioni possono consistere nell'adozione di indicatori per monitorare la coerenza delle azioni compiute nella gestione o di sistemi operativi di supporto all'operato del CdA. Anche la composizione del Comitato esecutivo può influenzare la performance dell'intermediario e il successo stesso dell'impresa.
L'euro e il. Rischio di liquidità: nuovi modelli di misurazione e gestione
La trasformazione dei meccanismi di regolamento ha imposto una revisione degli abituali modelli di misurazione e gestione della liquidità. In particolare, la necessità che si pone per le banche è quella di procedere ad una più corretta misurazione del rischio di liquidità e del relativo effetto economico provocato da scelte inefficienti. Le esigenze di liquidità richiedono infatti, dal lato della banca, l'adozione di modelli previsionali dei flussi e, dal lato del sistema, un mercato interbancario in grado di allocare efficientemente le riserve in eccesso.
Obbligazioni e Oicvm esteri: la nuova disciplina fiscale
Il d.lgs. del 31 dicembre 1999 ha ulteriormente modificato la disciplina dei redditi finanziari. Le più rilevanti innovazioni in esso contenute riguardano le obbligazioni non quotate, le ritenute sui dividendi, gli adempimenti degli intermediari, la disciplina degli Oicvm di diritto estero e dei titoli obbligazioniari esteri. Per gli investimenti in attività estere, in particolare, la variazione del cambio assume rilevanza nella determinazione della base imponibile.
Antiriciclaggio: una disciplina da migliorare
ABI


Il sistema bancario italiano ha sempre profuso il massimo impegno nel sostenere le autorità nell`azione di prevenzione e contrasto del riciclaggio e nel dare piena attuazione ai precetti normativi introdotti dalla legge n. 197/1991. E ciò nel presupposto che la lotta al riciclaggio costituisce non solo un importante contributo al contrasto dei fenomeni criminali, ma anche una difesa dell`integrità degli intermediari da un coinvolgimento inconsapevole in attività criminose. E tuttavia auspicabile che l`aiuto richiesto dalle autorità al sistema finanziario si basi su principi che realizzino un equo bilanciamento tra le finalità di giustizia e le esigenze imprenditoriali degli intermediari. A tal fine è necessario introdurre una serie di affinamenti volti a semplificare gli adempimenti a carico delle banche e a rendere più efficace la disciplina.
I rischi operativi nell'attività bancaria: alcune considerazioni di vigilanza
Pur in assenza di una definizione univoca di rischio operativo, le riflessioni condotte nel periodo più recente hanno avuto il merito di contribuire ad accrescere la consapevolezza circa l'importanza di tale categoria di rischi. Rimangono, tuttavia, aperte alcune questioni inerenti all'approccio quantitativo più idoneo da adottare. Per superare le difficoltà sinora incontrate, è auspicabile che le banche comincino a sperimentare tecniche di valutazione e gestione dei rischi operativi, partendo da un'analisi dettagliata dei processi produttivi e da una corretta impostazione del sistema dei controlli interni.
Valore e capitalizzazione totale. L'approccio balanced scorecard nelle banche italiane
Nel processo di radicale trasformazione che ha coinvolto l'industria dei servizi finanziari, assumono un'importanza fondamentale nuovi modelli di valutazione e gestione dei capitali intangibili, nel presupposto che l'obiettivo delle banche eccellenti sia la massimizzazione del valore totale nelle sue varie componenti: per gli azionisti, la clientela, i dipendenti, i fornitori e la comunità in genere. Un modello tradizionale, focalizzato su misure reddituali e finanziarie, può fornire una visione parziale della situazione aziendale, mentre un approccio più efficace - come il balanced scorecard - può fornire indicatori in grado di valutare meglio gli obiettivi strategici di lungo periodo.
Una nuova configurazione del sistema di deposito in Italia seconda il progetto Monte Titoli
L'intenso processo di trasformazione e di evoluzione che sta interessando il sistema finanziario italiano coinvolge direttamente anche il sistema di regolamento e di deposito accentrato, per la rilevanza che questo assume ai fini del corretto funzionamento dei mercati. Nell'ottica di rimodellare le infrastrutture di regolamento e integrarle in sistemi di più ampio respiro, la Monte Titoli ha dato vita a un progetto il cui obiettivo è quello di avviare rapidamente il consolidamento del sistema italiano di settlement, offrendo servizi di regolamento sia netto che lordo, negoziare più efficacemente i futuri accordi con gli operatori internazionali e soddisfare le esigenze dei mercati, degli intermediari e degli emittenti.
Gestione attiva o passiva nei fondi comuni? Metodologia di analisi e verifica empirica
Il dibattito sugli stili attivi o passivi dei gestori di portafoglio rappresenta uno dei temi più importanti per l'industria dei servizi finanziari.

In primo luogo va sottolineata l'importanza di scelte metodologicamente corrette nell'analisi dei dati.

In secondo luogo, un'analisi statistica di tipo descrittivo e una simulazione di comportamenti attivi o passivi offrono interessanti spunti di riflessione.
Sistema finanziario, sistema produttivo e ristrutturazione nei paesi ivi transizione: il caso della Slovenia
I vincoli di politica economica imposti negli anni '90 dall'emergenza economica e sociale del paese hanno in parte sacrificato e ritardato le esigenze della ristrutturazione del sistema produttivo sloveno. Il processo di privatizzazione realizzato negli ultimi anni e conclusosi di recente ha tuttavia ovviato a tali ritardi. Lo stesso obiettivo non può dirsi realizzato nel caso del sistema creditizio che, pur a fronte di una struttura patrimoniale solida, sconta ancora una presenza predominante dello Stato, un rallentamento della dinamica reddituale e una inefficienza strutturale nell'allocazione del credito.

Un rapido riorientamento delle banche slovene verso politiche più efficienti sembra per il momento alquanto improbabile, anche se esistono elevate potenzialità di crescita. Tra gli obiettivi più urgenti, oltre ad un recupero dell'attivo e allo snellimento strutturale, figura la riconversione del portafoglio crediti verso i settori più dinamici dell'economia.
Liberismo e globalizzazione: esiste una via alternativa?
A.Touraine, Come liberarsi del liberismo, Il Saggiatore, Milano, pp. 157, L. 22.000