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Sulle nostre riviste economiche un articolo per ogni numero: li abbiamo selezionati per te tra i tanti interessanti contenuti della rivista. Non ti resta che cliccare e sfogliare!

Buona lettura

Bancaria n°2 - 2012
La green economy e il Fondo Kyoto, un volano per la crescita
Green economy, European strategy and growth

di Franco Bassanini

La strategia di promozione della efficienza energetica, varata dall’Unione europea sin dal 2007, rappresenta uno degli assi portanti per sostenere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e per supportare la transizione verso una green economy basata su un uso razionale delle risorse. Il Fondo Kyoto si inserisce in questo contesto mettendo a disposizione dei privati e del settore pubblico un significativo ammontare di risorse.
 
Energy efficiency is a pillar of European 20-20-20 strategy, aimed to sustainable growth. The Kyoto Fund is a significant tool for this evolution.

Bancaria n°1 - 2012
Quali banche dopo la crisi? Dal «modello unico» alla pluralità di business e di regole
Which banks after the crisis? From an unique business model towards a new banking plurality

di Marco Di Antonio

L’attuale crisi dei mercati finanziari non è stata qualcosa di imprevedibile, un «cigno nero», bensì un evento determinato da errori umani e di funzionamento dei sistemi e dunque prevedibile ed evitabile. Analizzare il ruolo del sistema finanziario, i modelli di regulation, i modelli di business e i sistemi gestionali conduce ad evidenziare le distorsioni del modello dominante di grande banca diversificata e interconnessa, e la necessità di un nuovo «pluralismo istituzionale». Rivalutato da studiosi e consulenti, e protetto e favorito dalle autorità di vigilanza nell’interesse pubblico.
 
The current financial crisis was not something unexpected, a «black swan», but rather an event caused by human action and inaction, and therefore predictable and avoidable. The analysis of the role of the financial system, regulation, business models and management systems leads to point out the distortions of the dominant model of large diversified and interconnected banks, and the need for a new «institutional pluralism», with different banks and diversified regulation. Re-evaluated by researchers and consultants, and encouraged by supervisory authorities.

Bancaria n°12 - 2011
Banche cooperative e crisi finanziaria. Forme istituzionali da valorizzare con modelli di governance appropriati
Cooperative banking after the crisis: the necessity of a reform

di Paolo Mottura

La gestione sana e prudente nel modello cooperativo allargato ha dimostrato e prodotto valore, per ben più di un secolo, per prossimità al cliente e per radicamento nel territorio di origine.Tuttavia, l’indeterminatezza della finalità dell’impresa, i limiti del voto capitario, il rischio di decadimento delle relazioni collaborative possono divenire ostacoli importanti al successo e allo sviluppo della banca popolare. Si avverte quindi l’urgenza di una riforma della governance che risolva il problema della regolazione del conflitto fra i diversi interessi e miri al potenziamento di una forma istituzionale che ha ben servito l’economia reale..
 
Cooperative banking has produced, in more than a century, significant value in terms of proximity to clients and local communities. A governance reform is now necessary to solve interest conflicts and redefine the cooperative model in the present scenario.

Bancaria n°11 - 2011
Basilea 3 e gli impatti sulle banche: redditività, gestione del capitale e ruolo del Pillar 2
Basel 3 impacts on banking business, profitability and capital management

di Pietro Penza

Dopo Basilea 3 le banche dovranno avere più capitale a fronte di una minore leva finanziaria e di minori profitti. Ma la ridotta rischiosità, conseguenza delle nuove regole, non sembra tale da compensare l’effetto indotto dalla minore profittabilità. Il nuovo framework regolamentare (a maggior ragione dopo le ultime richieste dell’Eba) renderà necessarie pratiche di gestione del capitale soprattutto in termini di introduzione di un pricing risk-adjusted, di nuove forme di allocazione, di ottimizzazione dell’Rwa e dei consumi di capitale, di raffinamento della pianificazione e di un più efficiente equilibrio tra le esigenze di redditività, i fabbisogni di capitale e la sua disponibilità.
 
After Basel 3 banks will need more capital and lower leverage, while earning lower profits. The new framework will require new capital management practices: the introduction of a risk-adjusted pricing, new forms of capital allocation, optimization of Rwa, a more efficient balance between the profitability and capital requirements.

Bancaria n°10 - 2011
Le novità sulle rendite finanziarie: gli impatti su mercati e operatori
The new fiscal framework and the impact on Italian financial marketss

di Enzo Mignarri

La recente manovra ha introdotto rilevanti modifiche dal 1° gennaio 2012 al trattamento fiscale dei redditi di capitale e dei redditi diversi di natura finanziaria, secondo un disegno volto a uniformare al 20% e ad accrescere il prelievo complessivo su tali rendite. La disciplina varata solleva tra gli operatori alcuni dubbi e perplessità e determina impatti di rilievo sulle scelte degli investitori.
 
The Italian Government has introduced significant changes to the tax treatment of capital gains and other financial incomes. The new fiscal framework will impact on Italian financial markets in 2012 influencing investors’ choices.

Bancaria n°9 - 2011
La caduta del risparmio delle famiglie e delle imprese: problema finanziario o problema reale?
The decline of Italian household savings

di Paolo Savona

La crisi ha inciso in maniera rilevante sui redditi delle famiglie e sulla loro capacità di risparmio. La riduzione del reddito disponibile e dei risparmi è il costo che le famiglie pagano per compensare i ritardi nell’aggiustare i conti pubblici e nel sospingere gli investimenti delle imprese. Un’analisi che indaghi a fondo il comportamento delle singole componenti degli investimenti e dei risparmi, distinti per grandi categorie di operatori, inclusi quelli esteri, consente di evidenziare con chiarezza la natura del problema del risparmio in Italia.
 
The crisis has produced its effects on households incomes and on their savings behaviour.The reduction in disposable income and savings is the cost that households pay to compensate delays in the adjustment of public finances and to support businesses investments. A detailed analysis on the single savings items referred to national and foreign investors shows the nature of the savings problem in Italy.

Bancaria n°7/8 - 2011
Verso un sentiero stabile di crescita: risanamento della finanza pubblica e contributo delle banche
The path for growth: balancing the budget and counting on sound banks

di Mario Draghi

La rapida approvazione della manovra è un passo importante per il risanamento dei conti pubblici, ma alla correzione degli squilibri di finanza pubblica si deve accompagnare un innalzamento del potenziale di crescita dell’economia italiana, con politiche strutturali incisive. Le banche italiane hanno dimostrato capacità di resistenza e di reazione alla crisi, adeguandosi ai nuovi standard internazionali attraverso ingenti aumenti di capitale. Il miglioramento registrato dalla redditività è incoraggiante, ma è essenziale proseguire nell’attività di riduzione dei costi
 
The measures recently implemented by Italian government are an important step for the adjustment of public accounts by 2014, but they have to be accompanied by a structural and effective economic policy. Italian banks have promptly responded to the crisis, launching capital increases in order to comply with new international requirements. The profitability improvement is encouraging, but the cost reduction policies should be pushed forward

Bancaria n°6 - 2011
Rischio sistemico. Serve una regolamentazione strutturale?
Do we need a structural regulation for systemic risk?

di Paolo Mottura

A seguito della recente instabilità finanziaria, il problema del rischio sistemico ha rapidamente destato l’attenzione dei governi che hanno espresso la volontà di individuare una regolamentazione specifica. In particolare, sono emersi i rischi crescenti di banche sempre più grandi e globali, fortemente presenti nella finanza e nell’investment banking, mentre il regolatore ha sottovalutato la capacità di sfruttare gli effetti di leva oltre i confini della prudenza. Pare quindi necessaria una macro-regolamentazione strutturale con una funzione ordinatrice del sistema, con riferimento ai suoi elementi costitutivi (intermediari, mercati e strumenti finanziari) e alle loro equilibrate interazioni, assumendo il principio cardine che queste devono trovare collocazione dentro mercati dotati di capacità di controllo e selezione.
 
Following the recent financial instability, systemic risk has rapidly attracted the attention of governments in order to identify a specific regulation. A macrostructural regulation of the system is therefore necessary, with reference to its main elements (intermediaries, markets and financial instruments) and their balanced interaction in markets with an high degree of control and selection.

Bancaria n°5 - 2011
La class action e le banche: nuova disciplina e ammissibilità dell’azione
Class action regulation in the Italian financial market

di Francesco De Santis

L’azione di classe, proposta davanti al tribunale a tutela dei diritti individuali omogenei di consumatori e utenti, è regolata dall’art. 140 bis del codice del consumo ed è un istituto giuridico particolarmente importante anche a presidio della predeterminazione dei danni risarcibili.Tale disciplina, alla cui applicazione il settore del credito potrebbe essere particolarmente sensibile, come emerge dalle recenti decisioni del tribunale e della corte d’appello di Torino, solleva rilevanti problematiche processuali, in particolare con riguardo alla valutazione dell’ammissibilità dell’azione.
 
Class action, regulated by art. 140 of the Italian consumers’ code, is an important legal institution also related to pre-determination of payable damages.A recent class action, involving an Italian banking group, has been rejected by the Italian Court and provided the opportunity to address procedural issues relating in particular to the eligibility of the class action.

Bancaria n°4 - 2011
Il trattamento fiscale degli Etc
Etc fiscal treatment in the Italian market

di Enzo Mignarri

L’affermarsi, anche sul mercato italiano, degli Exchange Traded Commodities – strumenti privi di una specifica disciplina civilistica e fiscale – ha indotto l’ABI a richiedere il parere dell’Agenzia delle Entrate circa il loro trattamento fiscale. I chiarimenti forniti consentono di considerare gli Etc strumenti finanziari derivati che attribuiscono all’investitore il diritto di ricevere a termine le commodities sottostanti ovvero un pagamento collegato all’andamento delle stesse. Con ciò superando le incertezze degli operatori e favorendo lo sviluppo degli Etc sul mercato nazionale.
 
Exchange Traded Commodities do not have a specific fiscal discipline in Italy. For this reason the Italian Revenue Agency has provided indications about their tax treatment, thus overcoming the uncertainties of the operators and promoting the development of these instruments in the Italian market.

Bancaria n°3 - 2011
Convergenza a Basilea 3: un tetto alla crescita del credito?
Towards Basel 3: ten years of limits to credit growth?

di Giuseppe Lusignani e Lea Zicchino

L’adeguamento ai nuovi requisiti di capitale rappresenterà un percorso non facile per molte banche. Le nuove regole richiedono un miglioramento nella qualità e quantità di capitale che, se fosse applicato da subito, imporrebbe alle banche aggiustamenti significativi nei bilanci con effetti negativi sulle possibilità di mantenere livelli di offerta del credito adeguati alla domanda di finanziamento di famiglie e imprese. Anche in presenza di tempi lunghi di convergenza ai nuovi requisiti previsti dalla normativa, i rischi di un ridimensionamento delle possibilità di erogazione del credito da parte delle banche non sono scongiurati. Le sole risorse interne, anche nell’ipotesi di un importante recupero della redditività, inferiore però ai livelli pre-crisi, potrebbero non essere sufficienti a colmare il gap di capitale necessario per adeguarsi alle nuove regole e allo stesso tempo continuare a finanziare l’economia.
   
Basel 3 poses serious risks for lending activity in Europe and in Italy. The long period of convergence, while necessary, could not be sufficient to allow banks to satisfy the growing needs of households and firms, even with a significant recovery of bank profitability.

Bancaria n°2 - 2011
Come rafforzare il ruolo del mercato azionario italiano
The limited weight of the Italian equity market: towards an action plan

di Giuseppe Mussari

Nell’Area dell’euro il peso dell’intermediazione creditizia nel finanziamento delle imprese è preponderante rispetto all’esperienza dei Paesi anglosassoni. Se da un lato ciò, come banche, ci rende fieri e ci carica di responsabilità, dall’altro indica un percorso che in Italia possiamo e dobbiamo ancora compiere.Tra le possibili misure concrete da attuare: incentivare gli utili destinati alla patrimonializzazione delle imprese, ridurre e semplificare gli oneri di quotazione, creare fondi specializzati nell’investimento in Pmi, migliorare le regole sugli intermediari specializzati nel listing.
 
In the euro Area, credit intermediation has a dominant role in the financing of businesses. As banks, we have great responsibilities, in order to identify the actions that are still to be taken to strengthen corporate equity. Among the possible measures to implement: the creation of incentives for profit reinvesting, to simplify the listing, to create specialized funds investing in Smes, to improve the rules on intermediaries specialized in listing.

Bancaria n°1 - 2011
I rischi derivanti da bassi tassi di interesse
The risks of a prolonged period of very low interest rates

di Leonardo Gambacorta

La presenza di possibili distorsioni causate da un periodo prolungato di bassi tassi di interesse indica che le autorità monetarie dovrebbero innalzare i tassi non appena le condizioni macroeconomiche lo consentano. Il basso livello dei tassi è, infatti, positivo nel breve periodo per la stabilità macroeconomica, ma potrebbe, nel lungo periodo, pregiudicare la stabilità finanziaria e la performance macroeconomica poiché tende ad amplificare l’assunzione di rischio, ad esporre le istituzioni finanziarie a perdite derivanti dal futuro inasprimento delle condizioni monetarie e a ritardare la correzione dei bilanci di tali istituzioni.
 
The presence of possible distortions caused by a prolonged period of low interest rates indicates that policymakers should raise interest rates as soon as macroeconomic conditions allow. Low interest rates are good for macroeconomic stability in the short run, but could harm long-run financial stability and macroeconomic performance because they tend to amplify risktaking, expose financial institutions to losses arising from a future tightening of monetary conditions and delay adjustment in their balance sheets.

Bancaria n°12 - 2010
Basilea 3 dopo Seul e le proposte di tassazione delle banche
Basel 3 after Seul and the proposals of banking levies

di Laura Zaccaria

Il dibattito sull’introduzione di nuove regole scaturito a seguito della crisi finanziaria si concentra al momento su due grandi temi. Da un lato, continua a tenere banco il processo di riforma della normativa prudenziale delle banche (Basilea 3), ormai prossimo alla conclusione dopo l’avallo del G20 di Seul alle proposte del Comitato di Basilea. Parallelamente, in particolare in ambito europeo, si discute della possibilità di introdurre nuovi meccanismi di prelievo a carico delle banche, i cui introiti dovrebbero finanziare il costo delle crisi finanziarie. Alle proposte in discussione in Europa si affianca, a livello nazionale, l’ipotesi di introduzione di un’aliquota maggiorata per le attività speculative: una proposta senza fondamento e tecnicamente non percorribile.
 
The debate on new rules currently focuses on two major questions. On the one hand the process of reform of the prudential regulation of banks (Basel 3), coming to an end after the Seoul G20 approval of Basel Committee proposals. On the other hand, particularly in Europe, the discussion on the introduction of a bank levy, whose revenues should finance the cost of financial crises. Besides the European proposals, in Italy the introduction of an higher rate for speculative activities has been proposed, but the hypothesis seems unfeasible and groundless.
Bancaria n°11 - 2010
Il mercato delle carte: nuove tendenze e opportunità
Cards market, new trends and opportunities

di Giovanni Sabatini

Le novità normative introdotte dalla Psd e dalla direttiva sulla moneta elettronica e l’evoluzione tecnologica aprono il mercato delle carte di pagamento a nuovi operatori, promuovendo una concorrenza reale ed efficace tra tutti i player e determinando un incremento dell’uso della moneta elettronica. L’impegno delle banche, attraverso un’offerta sempre più diversificata che comprende anche prodotti innovativi, è essenziale per costruire una più forte percezione dei vantaggi derivanti dall’utilizzo delle carte di pagamento.
 
New technology and regulation introduced by the Psd and the Directive on electronic money have opened the payment card market to new players, promoting competition among market participants and an increased use of plastic money. Banks’ commitment is essential to build a stronger perception of the benefits of payment cards.
Bancaria n°10 - 2010
Basilea 3 e l’impatto sui finanziamenti bancari alle imprese italiane
Basel 3 and the consequences for bank lending to the Italian private sector

di Giuseppe Mussari

Le banche italiane condividono la necessità di un rinnovato quadro di regole prudenziali a maggior presidio della stabilità bancaria e del governo dei rischi. Basilea 3 non tiene però adeguatamente conto dei diversi modelli di business e delle vere cause che hanno scatenato la crisi finanziaria. L’approccio estremamente rigoroso sul capitale e la scelta di far passare in secondo piano altre misure sono penalizzanti per le economie, come l’Italia, che fanno perno sulle banche per il loro finanziamento. È necessario trovare soluzioni adeguate a specificità nazionali, quali il tema delle imposte differite.
 
Italian banks share the need of a new framework of prudential rules to reinforce banking stability and government risks. Basel 3 does not take adequate account of the different banking business models and of the real causes of the financial crisis.The very strict capital requirements and the choice to overshadow other measures can demage the economies based on banks’ financing. The transitory period could help to find appropriate solutions to specific national situations, such as the issue of deferred tax assets.
Bancaria n°9 - 2010
Ripensare e riprogettare il sistema retributivo in banca. Orientamento agli stakeholder tra attualità e prospettive
Compensation systems in the banking industry: new trends in a stakeholder perspective

di Marco Di Antonio e Antonio Previati

A cosa serve un sistema retributivo? Come si inserisce tra gli strumenti di gestione del personale di un’organizzazione o di una banca? Che relazioni esistono tra componenti del sistema retributivo e performance dell’intermediario, di una sua business unit o funzione, di un suo processo, di un gruppo di individui o di un individuo? Solo rispondendo a queste domande si può ripensare e progettare in modo efficace il sistema retributivo, al di là delle pressioni e delle urgenze del momento.
 
Which are the functions of a compensation system? How it can be used by a company or a bank as an instrument of human resources management? Which are the relations between remuneration systems and bank performances? Only the answer to these questions can help to redefine and project the compensation system with a clear strategy.
Bancaria n°7/8 - 2010
Banche, famiglie, imprese: le condizioni per la ripresa del Sistema Italia
Banks, households, firms: the scenario for Italian economy recovery

di Corrado Faissola

Le banche italiane si sono dimostrate solide contro la crisi, consentendo di evitare il credit crunch e di sopportare un significativo aumento delle sofferenze, sostenendo il credito alle famiglie e gli impieghi al sistema produttivo e mantenendo tassi di interesse inferiori a quelli praticati nell’Area euro.Anche importanti iniziative realizzate in sede ABI, come la moratoria sui crediti alle Pmi, hanno consentito di affrontare con successo l’emergenza economica. La crisi finanziaria ha accentuato le caratteristiche penalizzanti di alcune norme fiscali per le banche italiane ed è quindi necessario un intervento correttivo che riequilibri lo svantaggio rispetto ai sistemi bancari esteri, anche alla luce del processo di revisione in atto delle regole di Basilea.

Italian banks have proved to be solid permitting to avoid the credit crunch and to absorb a significant increase in bad loans. Signals of this strength come from the trends of credit to households and to the production system and from lower interest rates compared to those of euro area. The financial crisis has stressed the need for removing fiscal rules that penalize Italian banks versus European competitor.
Bancaria n°6 - 2010
La riforma dei requisiti prudenziali e la proposta di un Fondo di risoluzione per la gestione delle crisi
Crises and systemic risk: the proposal for a Resolution fund financed by Sifis

di Rainer Masera e Giancarlo Mazzoni

La crisi e il salvataggio della Grecia evidenziano con forza l’intreccio tra debito sovrano e rischi delle grandi banche europee. Più in generale le vicende della grande crisi e un modello analitico conducono a sottolineare un punto cruciale: i requisiti prudenziali a fronte del rischio del singolo intermediario e quelli per il rischio sistemico non devono sovrapporsi in un unico strumento. Due obiettivi di stabilità (micro e macroprudenziale) necessitano di due strumenti: prudenziale per il primo, copertura assicurativa per il secondo, con la creazione di uno specifico Resolution fund per le Ifsr (Istituzioni finanziarie sistemicamente rilevanti) finanziato da tutti gli intermediari che generano rischio sistemico.

Greek crisis emphasizes the link between sovereign debt and large European banks’ exposures. Supervisory authorities, policy makers and governements must look, beyond idiosyncratic risk, also at the systemic risk that very large financial firms (Systemically Important Financial Institutions - Sifis) pose. In the regulatory repair of the Risk capital standard, the new system could be redesigned to cover the two types of risk with two different instruments, introducing for the latter a Sifi Resolution fund, based on insurance principles.
Bancaria n°5 - 2010
La crisi, Basilea 3 e la fiscalità: gli impatti per le banche e per l’economia italiana
New banking regulation and tax issues: the consequences for Italy

di Laura Zaccaria

Il dibattito sulle nuove regole dopo la crisi si è concentrato sulla necessità di un miglioramento della qualità del patrimonio di vigilanza, sull’eliminazione delle difformità di comportamento, sull’armonizzazione della definizione di capitale delle banche. Per l’Italia si pongono problemi rilevanti, che rischiano di condizionare lo scenario dei prossimi anni. Primo fra tutti il trattamento penalizzante delle imposte anticipate e delle priorità su perdite, che impatta negativamente non solo sulle banche (e quindi sulle imprese) ma sulle prospettive di ripresa e sulla competitività del Paese.

The debate on new banking regulation after the crisis has focused on the need to improve the quality of capital and to harmonize its definition, reducing the national differences. In Italy, many problems may affect the scenario in the coming years, first of all the unfavourable treatment of deferred tax assets and loan losses, impacting negatively not only on banks (and businesses), but on the prospects for recovery.
Bancaria n°4 - 2010
Per una ri-regolamentazione efficace
The need for a neo-structural regulation

di Paolo Mottura

L’analisi della crisi finanziaria evidenzia i limiti intrinseci del modello di regolamentazione prudenziale. Le recenti proposte di modifica non risolvono le contraddizioni e prevedono regole più severe e analitiche, ma costose e non efficaci. Emerge quindi la necessità di una regolamentazione neo-strutturale, che delimiti meglio le attività che gli intermediari possono svolgere e che punti su un ruolo effettivo dei mercati, regolamentati, trasparenti e non manipolabili.

The analysis of the financial crisis highlights the limitations of the prudential regulation model. Recent proposed changes do not resolve the contradictions and provide for stricter and more analytical rules, but expensive and not effective. There is an evident need for a neostructural regulation, that defines the best activities that intermediaries can play and points on an effective role of regulated and transparent markets.
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Bancaria n°3 - 2010
La valutazione dei brevetti per il finanziamento dell'innovazione: stato dell’arte e problemi aperti
Patent evaluation and the financing of innovation

di Adalberto Alberici e Francesca Querci

La piattaforma di valutazione dei brevetti, elaborata nel 2008 dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi ai fini dell’accesso delle Pmi al Fondo per l’Innovazione, è uno strumento per gli intermediari finanziari ai quali è affidata la selezione dei progetti inventivi finanziabili. La valutazione dei brevetti riveste una particolare rilevanza al fine di reperire fonti di finanziamento, che potrebbero essere l’unica possibilità di portare l’innovazione sul mercato. Il brevetto può essere considerato dalle Pmi come collaterale di linee di fido o come asset in grado di creare profitto per l’azienda e di agire come leva per l’accesso al credito.

The patent evaluation platform, created in 2008 on the initiative of the Italian Patent Office, aims at helping Smes to be financed by the public Innovation Fund. Financial intermediaries can use the platform, in order to screen applicant firms. Patent evaluation is especially relevant for firms raising funds which could be their only chance to bring innovation on the market. The patent can be put as collateral for bank loans or can be considered as an asset which creates value for holders and helps them to raise funds.

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Bancaria n°2 - 2010
La riforma regolamentare proposta dal Comitato di Basilea: una visione d’insieme
The regulatory reform proposed by the Basel Committee

di Francesco Cannata e Mario Quagliariello

Alla fine del 2009 il Comitato di Basilea ha pubblicato due documenti di consultazione che contengono le proposte volte a rafforzare la stabilità del settore finanziario alla luce della crisi, innovando profondamente aspetti rilevanti di Basilea 2. Gli elementi fondanti della riforma riguardano: l’innalzamento della qualità del patrimonio di vigilanza, per aumentare la capacità di assorbire le perdite; l’estensione della copertura dei rischi a cui sono esposte le banche; il contenimento del grado di leva finanziaria del sistema, mediante l’introduzione del leverage ratio; la riduzione della prociclicità della regolamentazione prudenziale, con l’introduzione dell’obbligo per le banche di accantonare risorse nelle fasi cicliche espansive; l’introduzione di regole quantitative per contenere il rischio di liquidità. Lo studio di impatto quantitativo, appena avviato, fornirà indicazioni utili alla finalizzazione delle norme entro quest’anno.

In late 2009, the Basel Committee has published two consultative documents to strengthen financial stability after the crisis.They revise significant aspects of Basel 2.The main objectives of the reform are: to raise the quality of regulatory capital, increasing its capacity to absorb losses; to extend risk coverage; to limit excessive leverage in banks’ balance-sheet; to reduce pro-cyclicality of prudential regulation, with the requirement for banks to accumulate resources in expansionary phases; to contain liquidity risk through quantitative rules.The quantitative impact study, launched last month, will provide useful guidance to finalize the rules by the end of the year.
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Bancaria n°1 - 2010
I rating interni durante e dopo la crisi: rapporti banca-impresa, vincoli regolamentari e modelli di business
Internal rating during and after the crisis

di Giacomo De Laurentis e Renato Maino

I rating stanno accrescendo con il tempo le loro funzioni (origination del credito, controllo, determinazione del capitale regolamentare, supporto delle valutazioni contabili) in piena sintonia con il più generale sviluppo del risk management. Parallelamente aumenta anche la difficoltà del rating a rendere compatibili finalità che sono spesso disallineate e addirittura contrapposte, con conseguenti rischi di distorsioni nello sviluppo dei sistemi e nelle applicazioni. Tre sono i fronti su cui intervenire: il profilo tecnico dei modelli, il profilo organizzativo dei rating, la risposta delle autorità di vigilanza al quesito sull’unicità dei rating a fini gestionali e regolamentari.

Ratings are increasing their functions (origination of credit, control, determination of regulatory capital, supporting accounting valuations) in full harmony with the more general development of risk management. In parallel also increases the difficulty of rating to make compatible purposes that are often not aligned and sometimes even contrasting, with a consequent risk of distortion in the development of systems and in its application.There are three aspects to face with: technical models, organizational terms of ratings, the response of supervision authorities to the question of unicity of ratings for management and regulation purposes.
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Bancaria n°12 - 2009
Sistemi di remunerazione, incentivi e corporate governance: alcune riflessioni sulla recente crisi
Remuneration systems, incentives and corporate governance

di Vittorio Conti

Dal dibattito in corso sulla necessità di modificare le politiche retributive nella recente crisi, stanno emergendo due differenti profili di attenzione: uno origina da istanze di tipo etico, l’altro considera il tema degli incentivi come strumento gestionale capace di condizionare l’efficienza operativa. Le riflessioni e le decisioni dei prossimi mesi continueranno a essere segnate dall’urgenza di trovare risposte convincenti. Innanzitutto vanno discusse le condizioni che possono accrescere l’efficacia dei sistemi di governo societario e dei controlli interni, in secondo luogo si dovrà trovare il mix più appropriato tra regole, azioni di vigilanza e sistemi di enforcement, per garantire la compatibilità tra obiettivi individuali e societari e interessi collettivi.

From the ongoing debate on the need to amend remuneration policies, two trends are emerging: one ethical, the other that considers the issue of incentives as a management tool that can influence operational efficiency. First of all, it is necessary to discuss the conditions that may enhance the effectiveness of corporate governance and internal controls, and then to find the most appropriate mix of rules, supervision action and enforcement systems to ensure compatibility between individual and corporate objectives and collective interests.
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Bancaria n°11 - 2009
Asimmetrie informative, fallimento del mercato e bad bank: esperienze internazionali e proposte per l’Italia
Asymmetric information, market failures and bad banks: international experiences and proposals for Italy

di Claudio Scardovi

Numerose esperienze di bad bank sono già state avviate in diversi Paesi a seguito della crisi finanziaria e hanno dimostrato di aver spesso prodotto risultati positivi, riducendo le asimmetrie informative e i risultanti fallimenti di mercato legati alla selezione avversa e all’azzardo morale. Sulla base delle caratteristiche distintive di tali esperienze, è possibile delineare quindi alcune soluzioni strategiche che potrebbero essere percorse e attuate anche nel contesto italiano.

Many kinds of bad banks have already been launched in several countries following the financial crisis, producing successful results, reducing asymmetric information and market failures related to adverse selection and moral hazard. On the basis of the characteristics of these experiences, it is possible to delineate some strategic options to be implemented in Italy.
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Bancaria n°10 - 2009
La supervisione finanziaria europea dopo il Rapporto de Larosière: siamo sulla strada giusta?
European financial supervision after the de Larosière Report: are we on the right track?

di Marco Onado

La crisi ha dimostrato che occorre rafforzare la vigilanza in materia di rischio sistemico e nei confronti delle grandi istituzioni finanziarie. Le indicazioni del Rapporto de Larosière che la Commissione Ue ha fatto proprie consentono importanti passi in avanti per rafforzare l'architettura della regolamentazione finanziaria e accelerare la convergenza. Alcuni aspetti rilevanti relativi, in particolare, al ruolo delle autorità di vigilanza coinvolte e ai rapporti tra tali autorità devono tuttavia essere ancora definiti per poter realizzare compiutamente il processo avviato.

The crisis has shown the need to strengthen supervision on systemic risk and on large complex financial institutions. The de Larosière Report and Eu Commission indications allow to strengthen the architecture of financial regulation and to accelerate convergence. Some important aspects, concerning in particular the role of supervisory authorities involved and the relationship between these authorities, need to be further defined in order to complete the process.
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Bancaria n°9 - 2009
La crisi finanziaria internazionale: le regole da riscrivere e le prospettive future
The international financial crisis: new rules and future outlook

di Joseph E Stiglitz

La regolamentazione finanziaria deve porre rimedio ai molti errori commessi, per ridurre sensibilmente la probabilità che crisi della portata di quella appena verificatasi si ripetano in futuro. Non servono piccoli aggiustamenti, ma nuove regole basate su principi diversi, tra i quali: la necessità di estendere i controlli di vigilanza a tutti gli operatori, in particolare a quelli del «sistema bancario ombra» la correzione del meccanismo degli incentivi, la limitazione del rischio a cui sono esposti gli intermediari.

Financial regulation is required to find a remedy to the many mistakes made, and to prevent the possibility of a new crisis in the future. In this context small adjustments are not sufficient, but it is necessary to define new rules based on different principles, including: the need to extend the supervisory controls to all players, the correction of the incentive mechanism, the reduction of risks for intermediaries.
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Bancaria n°7/8 - 2009
Credito, banche e ruolo della vigilanza
Credit, banks and the role of supervision

di Mario Draghi

Le banche sono determinanti per superare la crisi, conciliando equilibri economici e patrimoniali con il sostegno alle imprese con opportunità di crescita. Il capitale delle banche va rafforzato, i sistemi di governance e remunerazione affinati, migliorata la trasparenza con i clienti. La riforma della vigilanza a livello mondiale, con il ruolo attribuito al Financial Stability Board, consentirà di ottenere risultati concreti già nel 2009. E per la vigilanza europea si delinea un futuro basato su regole e prassi comuni, standard applicabili in modo uniforme, coordinamento tra i supervisori.

Banks have a key role to overcome the crisis, conciliating profitability with support of healthy companies, strengthening capital, improving corporate governance, remuneration systems and transparency towards clients. The reform of global supervision, with the role of Fsb, will allow to obtain significant results before the end of 2009. At the European level, the future is for a new single rulebook, common standards, stronger coordination between supervisors.
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Bancaria n°6 - 2009
Armonizzazione normativa e cooperazione per combattere la crisi in Europa
Regulatory harmonisation and cooperation to overcome the crisis in Europe

di Lamberto Cardia

La risoluzione della crisi finanziaria in Europa non può prescindere dal sostegno alle banche da parte dei governi edall’azione coordinata tra le Autorità di vigilanza. Ma un ruolo importante può essere giocato dalla cooperazione rafforzata tra un numero ristretto di paesi europei accomunati da visioni e culture più sensibili nel garantire alti livelli di tutela dei risparmiatori.

The solutions of the financial crisis in Europe must necessarily involve the support to banks by governments and the coordinated action among supervisory authorities. But an important role can be played by a stronger cooperation between a small number of European countries who have common visions and cultures in ensuring high levels of protection for investors.
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Bancaria n°5 - 2009
Relationship banking: una soluzione antica contro la crisi recente?
Relationship banking: an old solution for the present crisis?

di Paola Bongini, Maria Luisa Di Battista, Laura Nieri

A parere di molti il futuro dell’attività bancaria sarà un ritorno alle origini: preponderanza dell’attività di credito, focus sulle Pmi e importanza del Relationship banking. Le banche, soprattutto quelle di maggiori dimensioni e ad operatività internazionale, saranno in grado di operare secondo le logiche del Relationship banking? L’ampia letteratura che si è sviluppata negli ultimi trent’anni ne sottolinea gli elementi cruciali: profondità della relazione sia in termini di intensità, che di ampiezza, capacità di consolidamento delle informazioni soft e attenzione agli assetti organizzativi.

The future of banking will be a return to the origin: increased lending activity, focus on SMEs and the importance of Relationship banking. A review of the literature of the last thirty years shows the success elements to develop the Rb even in the large banks operating internationally: the depth of the relation with the customers, both in terms of intensity of lending and scope, the ability to transform soft information in hard information; the attention to organizational aspects.
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Bancaria n°4 - 2009
La crisi finanziaria: cosa fare oggi e come prepararci al futuro
The financial crisis: what to do now and how to prepare for the future

di Giuseppe Mussari, Alessandro Santoni, Stefano Dalle Mura

Le principali linee di intervento rispetto alla crisi finanziaria dovrebbero svilupparsi intorno ad alcune questioni sia di natura tecnica e quantitativa, sia di ordine etico. Tra le prime, la necessità di disporre di informazioni contabili certe ed efficaci; lo sviluppo di mercati regolamentati trasparenti e dotati di servizi di clearing; l’utilizzo di analisi di stress per una più completa valutazione dell’esposizione ai rischi; l’analisi della qualità degli attivi degli intermediari, per affrontare il tema degli asset tossici.Tra gli elementi qualitativi ed etici, l’importanza per le banche di avere un modello di responsabilità generale e un rapporto corretto tra agire economico e finanziario e sistema di valori.

Intervention guidelines to face the financial crisis must consider technical, qualitative and ethical aspects.New rules have to generate effective accounting data, to develop transparent regulated markets, to make stress testing for a more complete risk analysis and to analyse the quality of assets in order to address the problem of toxic assets.As it concerns ethical aspects, banks have to construct an overall governance model and their decisions must to consider both the economicfinancial profiles and their ethical value.
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Bancaria n°3 - 2009
La crisi finanziaria e le previsioni degli economisti
di Ignazio Visco

È presto per valutare gli effetti delle politiche economiche,ma anche per trarre lezioni profonde dai modi e dai tempi che caratterizzano una crisi come quella in atto, ormai di dimensioni globali.Gli effetti delle azioni di politica economica non sono immediati e necessitano di valutazioni prospettiche delle condizioni e delle tendenze che prevarranno nel futuro. Il governo dell’economia non può infatti rinunciare, soprattutto quando il presente è tempestoso e le prospettive incerte, a indicazioni quantitative affidabili e all’utilizzo di schemi interpretativi originali e di tecniche innovative.
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Bancaria n°2 - 2009
Credito e mercato dopo la crisi: appunti per regole e regolatori
di Renato Maino

La crisi ha rilanciato il ruolo della funzione di vigilanza e, accanto ad essa, l'importanza di una sostanziale vicinanza agli intermediari vigilati. Ciò per varie ragioni legate alle specificità nazionali di carattere normativo, fiscale, amministrativo che premiano la conoscenza del mercato e dell'operatività locale. Modalità peculiari devono essere sviluppate per affrontare i grandi conglomerati bancari e finanziari transnazionali, la cui istanza di supervisione appare ancora insoddisfatta, seppure già abbozzata con i college of supervisors individuati dalla normativa di Basilea 2. D'altro canto la crisi ha sollevato in modo chiaro l'esigenza di coordinamento tra le autorità monetarie, da dimensionare sia sul piano delle regole sia sulla prontezza degli interventi.
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Bancaria n°1 - 2009
La crisi finanziaria e i modelli di corporate governance delle banche: implicazioni e prospettive
di Rainer Masera

Nel dibattito che si è aperto a livello internazionale sulla riforma dei sistemi di supervisione, alla luce della crisi finanziaria, occorre valorizzare gli elementi di forza degli approcci adottati in Italia. Se è vero che il modello fondato sul Collegio sindacale non può essere esportato, se ne possono preservare alcune caratteristiche importanti. In primis, il fatto che il sovrapporsi di molteplici e indifferenziati organi di controllo finisce per risultare controproducente;ma anche la consapevolezza della necessità di modelli di governance che favoriscano la separatezza delle funzioni e degli organi di gestione, di supervisione e di controllo, con pari dignità, indipendenza, professionalità e autonomia.
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Bancaria n°12 - 2008
Crisi bancarie: un problema di governance?
di Paolo Mottura

Le gravi e numerose crisi bancarie internazionali segnalano senza dubbio un problema di governance della banca ma non solo di questa. Emergono, infatti, criticità più ampie che mostrano situazioni di disallineamento tra la governance reale e quella formale-regolamentare, in un’ottica generale che non manca di suscitare perplessità anche sull’azione della governance sistemica, che spesso non ha impedito comportamenti negativi contrari alle aspettative legittime della clientela. In situazioni di crisi diffusa o epidemica, divengono perciò rilevanti: la robustezza dei sistemi di regolamentazione e controllo, l’impegno a contrastare eventuali fragilità a livello di etica manageriale, la maggiore considerazione della funzione di risk management all’interno della governance aziendale, la corretta interazione di ruolo fra intermediari e mercati.
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Bancaria n°11 - 2008
Un sistema con più regole, più capitale,meno debito, più trasparenza
di Mario Draghi

E' maturo un ripensamento profondo dell'apparato istituzionale a livello internazionale. Il sistema finanziario è globale. L'integrazione dei mercati internazionali va preservata perché è e sarà un fattore fondamentale di sviluppo. E' necessario adeguare le istituzioni al nuovo contesto affinché vi sia la possibilità di intervenire con tempestività e in modo coordinato all'emergere di situazioni di crisi. Le banche italiane sono parte del sistema finanziario mondiale,ma di esso hanno condiviso solo in minima parte errori e distorsioni. La Banca d'Italia ha interpretato in modo fermo il proprio mandato, operando in modo che gli errori di altri sistemi non si verificassero in Italia.
Bancaria n°9 - 2008
I rapporti banca-cliente nella normativa MiFID. Un primo commento
di Umberto Morera

La logica della normativa MiFID, pur nella diversa modulazione della figura del cliente, sta essenzialmente nella duplice esigenza di: fornire al cliente ogni possibile elemento di valutazione dell’operazione, soprattutto del possibile rischio; fornire alla banca ogni possibile dato concernente il cliente al fine di conoscerlo prima di raccomandargli servizi di investimento e strumenti finanziari adatti o di compiere le operazioni da lui richieste.
Bancaria n°7/8 - 2008
Banche, crisi finanziaria e gestione del risparmio
di Mario Draghi

L'impatto della turbolenza finanziaria internazionale sui conti delle banche italiane è stato finora relativamente limitato. Tuttavia, se le tensioni non si allenteranno la redditività continuerà a risentirne. Le regole di Basilea 2 e l'attuale contesto di mercato rendono necessario un rafforzamento patrimoniale. È importante che la clientela tragga vantaggio dalle fusioni; negli anni '90 ciò è avvenuto grazie a una concorrenza intensa e crescente. Oggi è necessario agevolare la mobilità della clientela e intervenire su strumenti superati come le commissioni di massimo scoperto.
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Bancaria n°6 - 2008
La banca islamica: prospettive di crescita e questioni aperte
di Rony Hamaui e Marco Mauri

Negli ultimi anni il settore bancario islamico ha mostrato importanti tassi di crescita, anche se rimangono aperte diverse problematiche perché possa raggiungere target più ambiziosi. Innanzitutto la questione della corporate governance e della tutela degli interessi di tutti gli stakeholder; in secondo luogo, la necessità di un’omogeneità contabile, fondata su principi riconosciuti a livello internazionale; l’integrazione con il sistema bancario convenzionale, in particolare per quanto riguarda i criteri di adeguatezza patrimoniale e gli standard di risk management; lo sviluppo di un mercato interbancario liquido ed efficiente, ma più in generale l’acquisizione di una cultura in grado di promuovere più diffusamente strumenti di profit e loss sharing, necessaria a creare un sistema bancario islamico capace di finanziare l’industria in maniera stabile.
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Bancaria n°5 - 2008
I l mercato del lavoro nell’industria bancaria nell’anno dei tre shock
di Corrado Faissola

Petrolio, cambi e crisi finanziaria sono le perturbazioni che hanno fortemente influenzato le economie nel 2007. Il mercato del lavoro in Italia non ne ha ancora subito le conseguenze, come mostrano i dati positivi dell’occupazione. L’industria bancaria italiana si presenta oggi più solida, ristrutturata e dotata di «buone politiche del lavoro», cruciali per il successo nel lungo termine.
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Bancaria n°3 - 2008
Luci e ombre nell'evoluzione dell'attività bancaria
di Roberto Ruozi

Alla base degli eventi che hanno sconvolto i sistemi bancari del mondo c'è un conflitto di interessi. È un problema mondiale. Esso non potrà essere risolto solo in termini normativi o di vigilanza, bensì con l'assunzione, da parte delle banche, di una maggiore e migliore coscienza del proprio ruolo e delle responsabilità sociali, che devono essere considerate un elemento di sopravvivenza e di successo in orizzonti temporali non brevi.
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Bancaria n°2 - 2008
La funzione di compliance: il presidio dei rischi aziendali e l'evoluzione della normativa Basilea 2 e Mifid
di Giuseppe Boccuzzi

In materia di compliance, la normativa di vigilanza richiede soluzioni in grado di realizzare un effettivo miglioramento dei processi aziendali, un vaglio attento dei rischi in fase di introduzione di nuovi prodotti, attività e sistemi rilevanti, un adeguamento sostanziale alle disposizioni normative, in particolare quelle poste a tutela dei risparmiatori e degli investitori. In un arco di tempo di medio periodo sono auspicabili avanzamenti anche nelle metodologie quantitative per il calcolo dell'esposizione ai rischi legali e reputazionali, in modo da determinare stime più puntuali del relativo assorbimento patrimoniale.
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Bancaria n°1 - 2008
L’accesso dei giovani al credito
di Giovanna Melandri

Sono numerose le iniziative che il Governo sta attuando per favorire la possibilità per i giovani di ottenere un finanziamento. Tra queste spicca il programma «Diamogli Credito», sottoscritto in collaborazione con l’ABI, rivolto agli studenti universitari e ai neolaureati.
Bancaria n°11 - 2007
Creare valore nelle fusioni bancarie: i fattori di successo nell’integrazione
di Alessandro Carretta e Paola Schwizer

L’impatto delle concentrazioni sulla creazione di valore, sull’efficienza operativa e sull’efficacia competitiva delle banche coinvolte non ha sempre prodotto gli effetti attesi. Il processo di concentrazionesembra, infatti, assumere rilevanza più a livello di sistema che di singole realtà aziendali. La ragione sembra risiedere nella difficoltà di governare con successo l’integrazione post merger. È quindi importante che il management responsabile della conduzione di operazioni di M&A intraprenda azioni e comportamenti razionali e virtuosi. Dalla definizione di una vision e di valori coerenti, a una leadership salda e trasparente nelle varie fasi dell’operazione, alla valutazione dei fattori umani e delle dinamiche culturali coinvolte.
Bancaria n°10 - 2007
Credito alla famiglia e consapevolezza dei consumatori: una proposta operativa
di Umberto Filotto e Gianni Nicolini

Le persone sono sempre più chiamate a compiere scelte finanziarie importanti che toccano aspetti essenziali della vita. Ciò comporta che si è in presenza di un gap di conoscenza, di un neo-analfabetismo che risulta inabilitante rispetto alle esigenze della vita quotidiana e che quindi è necessario affrontare. Le alternative possono andare dall’individuazione di una figura di carattere tutorio, che si faccia carico degli interessi e delle decisioni del consumatore, alla costruzione di strumenti e modelli che mettano, al contrario, il consumatore nella condizione di scegliere da sé, grazie a un grado di educazione e consapevolezza finanziaria più elevato.
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Bancaria n°9 - 2007
Le proposte per un fisco più efficiente
di Laura Zaccaria

Le banche sono imprese che si occupano dell’erogazione del credito e della raccolta del risparmio; questo concetto non è stato ancora assimilato fino in fondo neanche dal legislatore fiscale. I principi fissati dal legislatore in materia di tassazione dell’impresa necessitano, pertanto, di un adattamento per tener conto del fatto che la banca non «vende» beni tangibili ma servizi finanziari. Più in generale, è necessario un ordinamento fiscale meno complesso, che non determini disomogeneità e distorsioni, non crei incertezze interpretative e difficoltà di applicazione.
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Bancaria n°7/8 - 2007
Politica monetaria e sistema bancario
di Mario Draghi

Negli ultimi mesi si sono realizzate importanti operazioni di concentrazione che consentono alle banche italiane di competere su scala europea. Il consolidamento è solo un punto di partenza. Sono necessari nuovi passi in termini di guadagni di efficienza, miglioramento dei rapporti con la clientela, riduzione dei costi dei servizi.
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Bancaria n°6 - 2007
I conflitti di interesse nell’erogazione del credito
di Francesco Cesarini

La legge sulla tutela del risparmio è intervenuta in modo piuttosto penetrante sulla problematica del conflitto di interessi nell’erogazione del credito modificando in due tempi l’art. 53 del TUb. Per quanto riguarda le operazioni con amministratori e sindaci non ha, tuttavia, colto l’occasione per riesaminare la ratio e la congruità dell’art. 136 TUb e non ha ritenuto opportuno depenalizzarne la violazione. Al contrario, sarebbe opportuno un ridisegno più efficace e coerente dell’attuale disciplina dei fidi ad amministratori e sindaci, recuperando il suo significato dal punto di vista della vigilanza prudenziale, attraverso formulazioni che assicurino un maggior rispetto del modus operandi e delle regole di governance di una banca o di un gruppo bancario moderno.
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Bancaria n°4 - 2007
I progetti di legge sull'introduzione della class action
di Corrado Faissola

Il sistema bancario nutre forti perplessità sulla coerenza del ricorso all'azione collettiva nei termini previsti dai d.d.l. attualmente in Parlamento e chiede una profonda riflessione sul nuovo sistema e la modifica di alcuni punti critici, soprattutto alla luce di un provvedimento fortemente innovativo e connotato da un elevato rischio di abusi. In particolare è necessario dotare di garanzie sempre più stringenti di professionalità e serietà chi promuove azioni in grado di influenzare il mercato e le imprese; introdurre meccanismi di azione di classe che rispondano a obiettivi reali di snellimento del carico del contenzioso presso le sedi giudiziarie; affidare al giudice il compito di circoscrivere la classe.
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Bancaria n°3 - 2007
Offshoring, inshoring e riduzione dei costi: le esperienze in Europa
di Luigi Prosperetti
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Bancaria n°1 - 2007
La riorganizzazione delle banche europee: integrazioni internazionali e impatti sui processi e sulla gestione delle risorse umane
di Luigi Prosperetti

Le aggregazioni internazionali tra le banche europee hanno rilevanti impatti in termini di gestione delle risorse umane, determinando a volte un atteggiamento «imperialistico» da parte della banca acquirente al quale si affianca sempre più un approccio maggiormente interessato a un'integrazione con le culture locali delle aziende acquisite. Nell'ottica del contenimento dei costi unitari di gestione, anche i fenomeni dell'offshoring e quelli, connessi, dell'inshoring si vanno rapidamente affermando nel mercato finanziario europeo, non determinando le previsioni di una netta riduzione del personale nel settore creditizio, quanto piuttosto rilevanti mutamenti organizzativi e tecnologici.
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