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Buona lettura
| Bancaria n°5 - 2010 La crisi, Basilea 3 e la fiscalità: gli impatti per le banche e per l’economia italiana New banking regulation and tax issues: the consequences for Italy di Laura Zaccaria
Il dibattito sulle nuove regole dopo la crisi si è concentrato sulla necessità di un miglioramento della qualità del patrimonio di vigilanza, sull’eliminazione delle difformità di comportamento, sull’armonizzazione della definizione di capitale delle banche. Per l’Italia si pongono problemi rilevanti, che rischiano di condizionare lo scenario dei prossimi anni. Primo fra tutti il trattamento penalizzante delle imposte anticipate e delle priorità su perdite, che impatta negativamente non solo sulle banche (e quindi sulle imprese) ma sulle prospettive di ripresa e sulla competitività del Paese.
The debate on new banking regulation after the crisis has focused on the need to improve the quality of capital and to harmonize its definition, reducing the national differences. In Italy, many problems may affect the scenario in the coming years, first of all the unfavourable treatment of deferred tax assets and loan losses, impacting negatively not only on banks (and businesses), but on the prospects for recovery. | 
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| Bancaria n°4 - 2010 Per una ri-regolamentazione efficace The need for a neo-structural regulation di Paolo Mottura
L’analisi della crisi finanziaria evidenzia i limiti intrinseci del modello di regolamentazione prudenziale. Le recenti proposte di modifica non risolvono le contraddizioni e prevedono regole più severe e analitiche, ma costose e non efficaci. Emerge quindi la necessità di una regolamentazione neo-strutturale, che delimiti meglio le attività che gli intermediari possono svolgere e che punti su un ruolo effettivo dei mercati, regolamentati, trasparenti e non manipolabili.
The analysis of the financial crisis highlights the limitations of the prudential regulation model. Recent proposed changes do not resolve the contradictions and provide for stricter and more analytical rules, but expensive and not effective. There is an evident need for a neostructural regulation, that defines the best activities that intermediaries can play and points on an effective role of regulated and transparent markets. | 
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| Bancaria n°3 - 2010 La valutazione dei brevetti per il finanziamento dell'innovazione: stato dell’arte e problemi aperti Patent evaluation and the financing of innovation di Adalberto Alberici e Francesca Querci
La piattaforma di valutazione dei brevetti, elaborata nel 2008 dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi ai fini dell’accesso delle Pmi al Fondo per l’Innovazione, è uno strumento per gli intermediari finanziari ai quali è affidata la selezione dei progetti inventivi finanziabili. La valutazione dei brevetti riveste una particolare rilevanza al fine di reperire fonti di finanziamento, che potrebbero essere l’unica possibilità di portare l’innovazione sul mercato. Il brevetto può essere considerato dalle Pmi come collaterale di linee di fido o come asset in grado di creare profitto per l’azienda e di agire come leva per l’accesso al credito.
The patent evaluation platform, created in 2008 on the initiative of the Italian Patent Office, aims at helping Smes to be financed by the public Innovation Fund. Financial intermediaries can use the platform, in order to screen applicant firms. Patent evaluation is especially relevant for firms raising funds which could be their only chance to bring innovation on the market. The patent can be put as collateral for bank loans or can be considered as an asset which creates value for holders and helps them to raise funds. | 
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| Bancaria n°2 - 2010 La riforma regolamentare proposta dal Comitato di Basilea: una visione d’insieme The regulatory reform proposed by the Basel Committee di Francesco Cannata e Mario Quagliariello
Alla fine del 2009 il Comitato di Basilea ha pubblicato due documenti di consultazione che contengono le proposte volte a rafforzare la stabilità del settore finanziario alla luce della crisi, innovando profondamente aspetti rilevanti di Basilea 2. Gli elementi fondanti della riforma riguardano: l’innalzamento della qualità del patrimonio di vigilanza, per aumentare la capacità di assorbire le perdite; l’estensione della copertura dei rischi a cui sono esposte le banche; il contenimento del grado di leva finanziaria del sistema, mediante l’introduzione del leverage ratio; la riduzione della prociclicità della regolamentazione prudenziale, con l’introduzione dell’obbligo per le banche di accantonare risorse nelle fasi cicliche espansive; l’introduzione di regole quantitative per contenere il rischio di liquidità. Lo studio di impatto quantitativo, appena avviato, fornirà indicazioni utili alla finalizzazione delle norme entro quest’anno.
In late 2009, the Basel Committee has published two consultative documents to strengthen financial stability after the crisis.They revise significant aspects of Basel 2.The main objectives of the reform are: to raise the quality of regulatory capital, increasing its capacity to absorb losses; to extend risk coverage; to limit excessive leverage in banks’ balance-sheet; to reduce pro-cyclicality of prudential regulation, with the requirement for banks to accumulate resources in expansionary phases; to contain liquidity risk through quantitative rules.The quantitative impact study, launched last month, will provide useful guidance to finalize the rules by the end of the year. | 
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| Bancaria n°1 - 2010 I rating interni durante e dopo la crisi: rapporti banca-impresa, vincoli regolamentari e modelli di business Internal rating during and after the crisis di Giacomo De Laurentis e Renato Maino
I rating stanno accrescendo con il tempo le loro funzioni (origination del credito, controllo, determinazione del capitale regolamentare, supporto delle valutazioni contabili) in piena sintonia con il più generale sviluppo del risk management. Parallelamente aumenta anche la difficoltà del rating a rendere compatibili finalità che sono spesso disallineate e addirittura contrapposte, con conseguenti rischi di distorsioni nello sviluppo dei sistemi e nelle applicazioni. Tre sono i fronti su cui intervenire: il profilo tecnico dei modelli, il profilo organizzativo dei rating, la risposta delle autorità di vigilanza al quesito sull’unicità dei rating a fini gestionali e regolamentari.
Ratings are increasing their functions (origination of credit, control, determination of regulatory capital, supporting accounting valuations) in full harmony with the more general development of risk management. In parallel also increases the difficulty of rating to make compatible purposes that are often not aligned and sometimes even contrasting, with a consequent risk of distortion in the development of systems and in its application.There are three aspects to face with: technical models, organizational terms of ratings, the response of supervision authorities to the question of unicity of ratings for management and regulation purposes. | 
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| Bancaria n°12 - 2009 Sistemi di remunerazione, incentivi e corporate governance: alcune riflessioni sulla recente crisi Remuneration systems, incentives and corporate governance di Vittorio Conti
Dal dibattito in corso sulla necessità di modificare le politiche retributive nella recente crisi, stanno emergendo due differenti profili di attenzione: uno origina da istanze di tipo etico, l’altro considera il tema degli incentivi come strumento gestionale capace di condizionare l’efficienza operativa. Le riflessioni e le decisioni dei prossimi mesi continueranno a essere segnate dall’urgenza di trovare risposte convincenti. Innanzitutto vanno discusse le condizioni che possono accrescere l’efficacia dei sistemi di governo societario e dei controlli interni, in secondo luogo si dovrà trovare il mix più appropriato tra regole, azioni di vigilanza e sistemi di enforcement, per garantire la compatibilità tra obiettivi individuali e societari e interessi collettivi.
From the ongoing debate on the need to amend remuneration policies, two trends are emerging: one ethical, the other that considers the issue of incentives as a management tool that can influence operational efficiency. First of all, it is necessary to discuss the conditions that may enhance the effectiveness of corporate governance and internal controls, and then to find the most appropriate mix of rules, supervision action and enforcement systems to ensure compatibility between individual and corporate objectives and collective interests. | 
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| Bancaria n°11 - 2009 Asimmetrie informative, fallimento del mercato e bad bank: esperienze internazionali e proposte per l’Italia Asymmetric information, market failures and bad banks: international experiences and proposals for Italy di Claudio Scardovi
Numerose esperienze di bad bank sono già state avviate in diversi Paesi a seguito della crisi finanziaria e hanno dimostrato di aver spesso prodotto risultati positivi, riducendo le asimmetrie informative e i risultanti fallimenti di mercato legati alla selezione avversa e all’azzardo morale. Sulla base delle caratteristiche distintive di tali esperienze, è possibile delineare quindi alcune soluzioni strategiche che potrebbero essere percorse e attuate anche nel contesto italiano.
Many kinds of bad banks have already been launched in several countries following the financial crisis, producing successful results, reducing asymmetric information and market failures related to adverse selection and moral hazard. On the basis of the characteristics of these experiences, it is possible to delineate some strategic options to be implemented in Italy. | 
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| Bancaria n°10 - 2009 La supervisione finanziaria europea dopo il Rapporto de Larosière: siamo sulla strada giusta? European financial supervision after the de Larosière Report: are we on the right track? di Marco Onado
La crisi ha dimostrato che occorre rafforzare la vigilanza in materia di rischio sistemico e nei confronti delle grandi istituzioni finanziarie. Le indicazioni del Rapporto de Larosière che la Commissione Ue ha fatto proprie consentono importanti passi in avanti per rafforzare l'architettura della regolamentazione finanziaria e accelerare la convergenza. Alcuni aspetti rilevanti relativi, in particolare, al ruolo delle autorità di vigilanza coinvolte e ai rapporti tra tali autorità devono tuttavia essere ancora definiti per poter realizzare compiutamente il processo avviato.
The crisis has shown the need to strengthen supervision on systemic risk and on large complex financial institutions. The de Larosière Report and Eu Commission indications allow to strengthen the architecture of financial regulation and to accelerate convergence. Some important aspects, concerning in particular the role of supervisory authorities involved and the relationship between these authorities, need to be further defined in order to complete the process. | 
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| Bancaria n°9 - 2009 La crisi finanziaria internazionale: le regole da riscrivere e le prospettive future The international financial crisis: new rules and future outlook di Joseph E Stiglitz
La regolamentazione finanziaria deve porre rimedio ai molti errori commessi, per ridurre sensibilmente la probabilità che crisi della portata di quella appena verificatasi si ripetano in futuro. Non servono piccoli aggiustamenti, ma nuove regole basate su principi diversi, tra i quali: la necessità di estendere i controlli di vigilanza a tutti gli operatori, in particolare a quelli del «sistema bancario ombra» la correzione del meccanismo degli incentivi, la limitazione del rischio a cui sono esposti gli intermediari.
Financial regulation is required to find a remedy to the many mistakes made, and to prevent the possibility of a new crisis in the future. In this context small adjustments are not sufficient, but it is necessary to define new rules based on different principles, including: the need to extend the supervisory controls to all players, the correction of the incentive mechanism, the reduction of risks for intermediaries. | 
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| Bancaria n°7/8 - 2009 Credito, banche e ruolo della vigilanza Credit, banks and the role of supervision di Mario Draghi
Le banche sono determinanti per superare la crisi, conciliando equilibri economici e patrimoniali con il sostegno alle imprese con opportunità di crescita. Il capitale delle banche va rafforzato, i sistemi di governance e remunerazione affinati, migliorata la trasparenza con i clienti. La riforma della vigilanza a livello mondiale, con il ruolo attribuito al Financial Stability Board, consentirà di ottenere risultati concreti già nel 2009. E per la vigilanza europea si delinea un futuro basato su regole e prassi comuni, standard applicabili in modo uniforme, coordinamento tra i supervisori.
Banks have a key role to overcome the crisis, conciliating profitability with support of healthy companies, strengthening capital, improving corporate governance, remuneration systems and transparency towards clients. The reform of global supervision, with the role of Fsb, will allow to obtain significant results before the end of 2009. At the European level, the future is for a new single rulebook, common standards, stronger coordination between supervisors.
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| Bancaria n°6 - 2009 Armonizzazione normativa e cooperazione per combattere la crisi in Europa Regulatory harmonisation and cooperation to overcome the crisis in Europe di Lamberto Cardia
La risoluzione della crisi finanziaria in Europa non può prescindere dal sostegno alle banche da parte dei governi edall’azione coordinata tra le Autorità di vigilanza. Ma un ruolo importante può essere giocato dalla cooperazione rafforzata tra un numero ristretto di paesi europei accomunati da visioni e culture più sensibili nel garantire alti livelli di tutela dei risparmiatori.
The solutions of the financial crisis in Europe must necessarily involve the support to banks by governments and the coordinated action among supervisory authorities. But an important role can be played by a stronger cooperation between a small number of European countries who have common visions and cultures in ensuring high levels of protection for investors.
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| Bancaria n°5 - 2009 Relationship banking: una soluzione antica contro la crisi recente? Relationship banking: an old solution for the present crisis? di Paola Bongini, Maria Luisa Di Battista, Laura Nieri
A parere di molti il futuro dell’attività bancaria sarà un ritorno alle origini: preponderanza dell’attività di credito, focus sulle Pmi e importanza del Relationship banking. Le banche, soprattutto quelle di maggiori dimensioni e ad operatività internazionale, saranno in grado di operare secondo le logiche del Relationship banking? L’ampia letteratura che si è sviluppata negli ultimi trent’anni ne sottolinea gli elementi cruciali: profondità della relazione sia in termini di intensità, che di ampiezza, capacità di consolidamento delle informazioni soft e attenzione agli assetti organizzativi.
The future of banking will be a return to the origin: increased lending activity, focus on SMEs and the importance of Relationship banking. A review of the literature of the last thirty years shows the success elements to develop the Rb even in the large banks operating internationally: the depth of the relation with the customers, both in terms of intensity of lending and scope, the ability to transform soft information in hard information; the attention to organizational aspects.
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| Bancaria n°4 - 2009 La crisi finanziaria: cosa fare oggi e come prepararci al futuro The financial crisis: what to do now and how to prepare for the future di Giuseppe Mussari, Alessandro Santoni, Stefano Dalle Mura
Le principali linee di intervento rispetto alla crisi finanziaria dovrebbero svilupparsi intorno ad alcune questioni sia di natura tecnica e quantitativa, sia di ordine etico. Tra le prime, la necessità di disporre di informazioni contabili certe ed efficaci; lo sviluppo di mercati regolamentati trasparenti e dotati di servizi di clearing; l’utilizzo di analisi di stress per una più completa valutazione dell’esposizione ai rischi; l’analisi della qualità degli attivi degli intermediari, per affrontare il tema degli asset tossici.Tra gli elementi qualitativi ed etici, l’importanza per le banche di avere un modello di responsabilità generale e un rapporto corretto tra agire economico e finanziario e sistema di valori.
Intervention guidelines to face the financial crisis must consider technical, qualitative and ethical aspects.New rules have to generate effective accounting data, to develop transparent regulated markets, to make stress testing for a more complete risk analysis and to analyse the quality of assets in order to address the problem of toxic assets.As it concerns ethical aspects, banks have to construct an overall governance model and their decisions must to consider both the economicfinancial profiles and their ethical value.
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| Bancaria n°3 - 2009 La crisi finanziaria e le previsioni degli economisti di Ignazio Visco
È presto per valutare gli effetti delle politiche economiche,ma anche per trarre lezioni profonde dai modi e dai tempi che caratterizzano una crisi come quella in atto, ormai di dimensioni globali.Gli effetti delle azioni di politica economica non sono immediati e necessitano di valutazioni prospettiche delle condizioni e delle tendenze che prevarranno nel futuro. Il governo dell’economia non può infatti rinunciare, soprattutto quando il presente è tempestoso e le prospettive incerte, a indicazioni quantitative affidabili e all’utilizzo di schemi interpretativi originali e di tecniche innovative.
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| Bancaria n°2 - 2009 Credito e mercato dopo la crisi: appunti per regole e regolatori di Renato Maino
La crisi ha rilanciato il ruolo della funzione di vigilanza e, accanto ad essa, l'importanza di una sostanziale vicinanza agli intermediari vigilati. Ciò per varie ragioni legate alle specificità nazionali di carattere normativo, fiscale, amministrativo che premiano la conoscenza del mercato e dell'operatività locale. Modalità peculiari devono essere sviluppate per affrontare i grandi conglomerati bancari e finanziari transnazionali, la cui istanza di supervisione appare ancora insoddisfatta, seppure già abbozzata con i college of supervisors individuati dalla normativa di Basilea 2. D'altro canto la crisi ha sollevato in modo chiaro l'esigenza di coordinamento tra le autorità monetarie, da dimensionare sia sul piano delle regole sia sulla prontezza degli interventi.
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| Bancaria n°1 - 2009 La crisi finanziaria e i modelli di corporate governance delle banche: implicazioni e prospettive di Rainer Masera
Nel dibattito che si è aperto a livello internazionale sulla riforma dei sistemi di supervisione, alla luce della crisi finanziaria, occorre valorizzare gli elementi di forza degli approcci adottati in Italia. Se è vero che il modello fondato sul Collegio sindacale non può essere esportato, se ne possono preservare alcune caratteristiche importanti. In primis, il fatto che il sovrapporsi di molteplici e indifferenziati organi di controllo finisce per risultare controproducente;ma anche la consapevolezza della necessità di modelli di governance che favoriscano la separatezza delle funzioni e degli organi di gestione, di supervisione e di controllo, con pari dignità, indipendenza, professionalità e autonomia.
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| Bancaria n°12 - 2008 Crisi bancarie: un problema di governance? di Paolo Mottura
Le gravi e numerose crisi bancarie internazionali segnalano senza dubbio un problema di governance della banca ma non solo di questa. Emergono, infatti, criticità più ampie che mostrano situazioni di disallineamento tra la governance reale e quella formale-regolamentare, in un’ottica generale che non manca di suscitare perplessità anche sull’azione della governance sistemica, che spesso non ha impedito comportamenti negativi contrari alle aspettative legittime della clientela. In situazioni di crisi diffusa o epidemica, divengono perciò rilevanti: la robustezza dei sistemi di regolamentazione e controllo, l’impegno a contrastare eventuali fragilità a livello di etica manageriale, la maggiore considerazione della funzione di risk management all’interno della governance aziendale, la corretta interazione di ruolo fra intermediari e mercati.
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| Bancaria n°11 - 2008 Un sistema con più regole, più capitale,meno debito, più trasparenza di Mario Draghi
E' maturo un ripensamento profondo dell'apparato istituzionale a livello internazionale. Il sistema finanziario è globale. L'integrazione dei mercati internazionali va preservata perché è e sarà un fattore fondamentale di sviluppo. E' necessario adeguare le istituzioni al nuovo contesto affinché vi sia la possibilità di intervenire con tempestività e in modo coordinato all'emergere di situazioni di crisi. Le banche italiane sono parte del sistema finanziario mondiale,ma di esso hanno condiviso solo in minima parte errori e distorsioni. La Banca d'Italia ha interpretato in modo fermo il proprio mandato, operando in modo che gli errori di altri sistemi non si verificassero in Italia.
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| Bancaria n°9 - 2008 I rapporti banca-cliente nella normativa MiFID. Un primo commento di Umberto Morera
La logica della normativa MiFID, pur nella diversa modulazione della figura del cliente, sta essenzialmente nella duplice esigenza di: fornire al cliente ogni possibile elemento di valutazione dell’operazione, soprattutto del possibile rischio; fornire alla banca ogni possibile dato concernente il cliente al fine di conoscerlo prima di raccomandargli servizi di investimento e strumenti finanziari adatti o di compiere le operazioni da lui richieste.
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| Bancaria n°7/8 - 2008 Banche, crisi finanziaria e gestione del risparmio di Mario Draghi
L'impatto della turbolenza finanziaria internazionale sui conti delle banche italiane è stato finora relativamente limitato. Tuttavia, se le tensioni non si allenteranno la redditività continuerà a risentirne. Le regole di Basilea 2 e l'attuale contesto di mercato rendono necessario un rafforzamento patrimoniale. È importante che la clientela tragga vantaggio dalle fusioni; negli anni '90 ciò è avvenuto grazie a una concorrenza intensa e crescente. Oggi è necessario agevolare la mobilità della clientela e intervenire su strumenti superati come le commissioni di massimo scoperto.
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| Bancaria n°6 - 2008 La banca islamica: prospettive di crescita e questioni aperte di Rony Hamaui e Marco Mauri
Negli ultimi anni il settore bancario islamico ha mostrato importanti tassi di crescita, anche se rimangono aperte diverse problematiche perché possa raggiungere target più ambiziosi. Innanzitutto la questione della corporate governance e della tutela degli interessi di tutti gli stakeholder; in secondo luogo, la necessità di un’omogeneità contabile, fondata su principi riconosciuti a livello internazionale; l’integrazione con il sistema bancario convenzionale, in particolare per quanto riguarda i criteri di adeguatezza patrimoniale e gli standard di risk management; lo sviluppo di un mercato interbancario liquido ed efficiente, ma più in generale l’acquisizione di una cultura in grado di promuovere più diffusamente strumenti di profit e loss sharing, necessaria a creare un sistema bancario islamico capace di finanziare l’industria in maniera stabile.
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| Bancaria n°5 - 2008 I l mercato del lavoro nell’industria bancaria nell’anno dei tre shock di Corrado Faissola
Petrolio, cambi e crisi finanziaria sono le perturbazioni che hanno fortemente influenzato le economie nel 2007. Il mercato del lavoro in Italia non ne ha ancora subito le conseguenze, come mostrano i dati positivi dell’occupazione. L’industria bancaria italiana si presenta oggi più solida, ristrutturata e dotata di «buone politiche del lavoro», cruciali per il successo nel lungo termine.
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| Bancaria n°3 - 2008 Luci e ombre nell'evoluzione dell'attività bancaria di Roberto Ruozi
Alla base degli eventi che hanno sconvolto i sistemi bancari del mondo c'è un conflitto di interessi. È un problema mondiale. Esso non potrà essere risolto solo in termini normativi o di vigilanza, bensì con l'assunzione, da parte delle banche, di una maggiore e migliore coscienza del proprio ruolo e delle responsabilità sociali, che devono essere considerate un elemento di sopravvivenza e di successo in orizzonti temporali non brevi.
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| Bancaria n°2 - 2008 La funzione di compliance: il presidio dei rischi aziendali e l'evoluzione della normativa Basilea 2 e Mifid di Giuseppe Boccuzzi
In materia di compliance, la normativa di vigilanza richiede soluzioni in grado di realizzare un effettivo miglioramento dei processi aziendali, un vaglio attento dei rischi in fase di introduzione di nuovi prodotti, attività e sistemi rilevanti, un adeguamento sostanziale alle disposizioni normative, in particolare quelle poste a tutela dei risparmiatori e degli investitori. In un arco di tempo di medio periodo sono auspicabili avanzamenti anche nelle metodologie quantitative per il calcolo dell'esposizione ai rischi legali e reputazionali, in modo da determinare stime più puntuali del relativo assorbimento patrimoniale.
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| Bancaria n°1 - 2008 L’accesso dei giovani al credito di Giovanna Melandri
Sono numerose le iniziative che il Governo sta attuando per favorire la possibilità per i giovani di ottenere un finanziamento. Tra queste spicca il programma «Diamogli Credito», sottoscritto in collaborazione con l’ABI, rivolto agli studenti universitari e ai neolaureati.
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| Bancaria n°11 - 2007 Creare valore nelle fusioni bancarie: i fattori di successo nell’integrazione di Alessandro Carretta e Paola Schwizer
L’impatto delle concentrazioni sulla creazione di valore, sull’efficienza operativa e sull’efficacia competitiva delle banche coinvolte non ha sempre prodotto gli effetti attesi. Il processo di concentrazionesembra, infatti, assumere rilevanza più a livello di sistema che di singole realtà aziendali. La ragione sembra risiedere nella difficoltà di governare con successo l’integrazione post merger. È quindi importante che il management responsabile della conduzione di operazioni di M&A intraprenda azioni e comportamenti razionali e virtuosi. Dalla definizione di una vision e di valori coerenti, a una leadership salda e trasparente nelle varie fasi dell’operazione, alla valutazione dei fattori umani e delle dinamiche culturali coinvolte.
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| Bancaria n°10 - 2007 Credito alla famiglia e consapevolezza dei consumatori: una proposta operativa di Umberto Filotto e Gianni Nicolini
Le persone sono sempre più chiamate a compiere scelte finanziarie importanti che toccano aspetti essenziali della vita. Ciò comporta che si è in presenza di un gap di conoscenza, di un neo-analfabetismo che risulta inabilitante rispetto alle esigenze della vita quotidiana e che quindi è necessario affrontare. Le alternative possono andare dall’individuazione di una figura di carattere tutorio, che si faccia carico degli interessi e delle decisioni del consumatore, alla costruzione di strumenti e modelli che mettano, al contrario, il consumatore nella condizione di scegliere da sé, grazie a un grado di educazione e consapevolezza finanziaria più elevato.
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| Bancaria n°9 - 2007 Le proposte per un fisco più efficiente di Laura Zaccaria
Le banche sono imprese che si occupano dell’erogazione del credito e della raccolta del risparmio; questo concetto non è stato ancora assimilato fino in fondo neanche dal legislatore fiscale. I principi fissati dal legislatore in materia di tassazione dell’impresa necessitano, pertanto, di un adattamento per tener conto del fatto che la banca non «vende» beni tangibili ma servizi finanziari. Più in generale, è necessario un ordinamento fiscale meno complesso, che non determini disomogeneità e distorsioni, non crei incertezze interpretative e difficoltà di applicazione.
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| Bancaria n°7/8 - 2007 Politica monetaria e sistema bancario di Mario Draghi
Negli ultimi mesi si sono realizzate importanti operazioni di concentrazione che consentono alle banche italiane di competere su scala europea. Il consolidamento è solo un punto di partenza. Sono necessari nuovi passi in termini di guadagni di efficienza, miglioramento dei rapporti con la clientela, riduzione dei costi dei servizi.
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| Bancaria n°6 - 2007 I conflitti di interesse nell’erogazione del credito di Francesco Cesarini
La legge sulla tutela del risparmio è intervenuta in modo piuttosto penetrante sulla problematica del conflitto di interessi nell’erogazione del credito modificando in due tempi l’art. 53 del TUb. Per quanto riguarda le operazioni con amministratori e sindaci non ha, tuttavia, colto l’occasione per riesaminare la ratio e la congruità dell’art. 136 TUb e non ha ritenuto opportuno depenalizzarne la violazione. Al contrario, sarebbe opportuno un ridisegno più efficace e coerente dell’attuale disciplina dei fidi ad amministratori e sindaci, recuperando il suo significato dal punto di vista della vigilanza prudenziale, attraverso formulazioni che assicurino un maggior rispetto del modus operandi e delle regole di governance di una banca o di un gruppo bancario moderno.
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| Bancaria n°4 - 2007 I progetti di legge sull'introduzione della class action di Corrado Faissola
Il sistema bancario nutre forti perplessità sulla coerenza del ricorso all'azione collettiva nei termini previsti dai d.d.l. attualmente in Parlamento e chiede una profonda riflessione sul nuovo sistema e la modifica di alcuni punti critici, soprattutto alla luce di un provvedimento fortemente innovativo e connotato da un elevato rischio di abusi. In particolare è necessario dotare di garanzie sempre più stringenti di professionalità e serietà chi promuove azioni in grado di influenzare il mercato e le imprese; introdurre meccanismi di azione di classe che rispondano a obiettivi reali di snellimento del carico del contenzioso presso le sedi giudiziarie; affidare al giudice il compito di circoscrivere la classe.
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| | Bancaria n°1 - 2007 La riorganizzazione delle banche europee: integrazioni internazionali e impatti sui processi e sulla gestione delle risorse umane di Luigi Prosperetti
Le aggregazioni internazionali tra le banche europee hanno rilevanti impatti in termini di gestione delle risorse umane, determinando a volte un atteggiamento «imperialistico» da parte della banca acquirente al quale si affianca sempre più un approccio maggiormente interessato a un'integrazione con le culture locali delle aziende acquisite. Nell'ottica del contenimento dei costi unitari di gestione, anche i fenomeni dell'offshoring e quelli, connessi, dell'inshoring si vanno rapidamente affermando nel mercato finanziario europeo, non determinando le previsioni di una netta riduzione del personale nel settore creditizio, quanto piuttosto rilevanti mutamenti organizzativi e tecnologici.
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| Bancaria n°10 - 2006 Responsabilità sociale e ambientale nel mondo bancario: la strategia dello sviluppo sostenibile di Marco Frey
Le banche sono state tra le prime imprese a interessarsi degli aspetti legati alla Csr, prendendo le mosse dalla redazione dei bilanci sociali per poi passare a una rendicontazione di sostenibilità, che rappresenta ad oggi lo strumento di comunicazione più diffuso e utilizzato. Le motivazioni che spingono un'impresa bancaria ad adottare e comunicare criteri di responsabilità sociale e ambientale nelle scelte di business sono legate alla necessità di mantenere e incrementare la reputazione e il rapporto di fiducia con gli stakeholder, comprendendone le aspettative e promuovendo comportamenti in linea con queste.
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| Bancaria n°9 - 2006 I servizi finanziari per l’internazionalizzazione delle imprese: la risposta delle banche e delle istituzioni pubbliche di Fabrizio Onida
Un'analisi delle caratteristiche e dinamiche della domanda e dell'offerta di servizi finanziari per l'internazionalizzazione delle imprese evidenzia, dal lato della domanda, la sostanziale soddisfazione per i servizi ricevuti, pur nella non totale consapevolezza del quadro complessivo delle offerte e delle loro piene potenzialità; dal lato dell'offerta, la variabilità delle proposte collegata alla dimensione della banca stessa e alla complessità dei servizi di finanziamento offerti. Un miglioramento dell'offerta di servizi di internazionalizzazione da parte delle banche italiane potrà essere raggiunto, all'estero, grazie a un'accresciuta presenza sui mercati più dinamici e meno esplorati, e, in Italia, grazie alla maggiore diffusione di informazioni di mercato, alla più penetrante sensibilizzazione sui diversi strumenti finanziari e sui reali fabbisogni delle imprese e al potenziamento della formazione dei giovani da specializzare in gestione finanza e gestione rischi.
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| Bancaria n°7/8 - 2006 Il contributo delle banche alla crescita e il ruolo dell’ABI per una moderna «corporazione dei banchieri» di Tommaso Padoa-Schioppa
Le priorità del Governo sono la crescita, condizione necessaria per il progresso dell’Italia, il mercato e la competitività, l’equilibrio dei conti pubblici, prestando grande attenzione al’equità. Al raggiungimento di questi obiettivi possono contribuire anche le banche il cui impegno è fondamentale per trasformare l’attuale fase di ripresa economica in una crescita duratura e per vincere le sfide che hanno di fronte: servizi di qualità a basso prezzo che solo un mercato concorrenziale e ben regolato può dispensare; un sistema dei pagamenti efficiente; una struttura finanziaria affidabile a sostegno dell’innovazione e dello sviluppo. Nel rispetto delle esigenze e delle aspettative dei principali destinatari delle proprie azioni: utenti, risparmiatori, imprese.All’ABI il ruolo di stimolare lo spirito innovatore e la qualità e di controllare le virtù professionali ed etiche del mestiere di banchiere.
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| Bancaria n°6 - 2006 La trasformazione delle imprese italiane: da «Cina d'Europa» alle nuove strade della crescita di Matteo Colaninno
L'imprenditore è colui che innova, che inventa, che crea, che distrugge e riparte. Per crescere, in un mondo profondamente cambiato, si ha bisogno della finanza e delle banche, che per molti anni ancora avranno un ruolo fondamentale nel finanziamento delle imprese. La collaborazione con le banche passa dalla serietà, dalla credibilità dei piani industriali, dalla fiducia reciproca.
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| Bancaria n°4 - 2006 Il rapporto banca-impresa: un vincolo o un fattore di competitività? di Giancarlo Forestieri
Negli ultimi 10 anni, le imprese italiane hanno mostrato una grave perdita di competitività, non solo rispetto alle aree emergenti ma anche rispetto a Germania e Francia. Serve quindi una netta discontinuità e una profonda riorganizzazione strategica. Un rapporto bancaimpresa migliorato può aiutare le aziende più forti ed efficienti a fare il salto di qualità, favorendo le ristrutturazioni, la crescita dimensionale, l'innovazione, la ricapitalizzazione.
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| Bancaria n°3 - 2006 Finanza e sviluppo in Europa: il caso delle Pmi nelle aree economicamente svantaggiate di Antonio Rigon
L'assenza di un nesso significativo tra struttura dei sistemi bancari e sviluppo economico nei diversi paesi analizzati non esclude che le variabili finanziarie assumano particolare rilevanza quando si analizzano i fattori che spiegano la competitività delle imprese e in particolare delle Pmi. L'accesso al credito e alla finanza innovativa da parte delle Pmi rappresenta, infatti, uno dei più importanti supporti/vincoli al perseguimento di obiettivi di innovazione e di sviluppo economico e territoriale. In questa prospettiva, si afferma quindi una significativa azione pubblica a favore di segmenti critici delle Pmi (microimprese, start-up, early stage firms) che subiscono stringenti vincoli di natura finanziaria, secondo una logica di affiancamento e di stimolo della fase di mercato.
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| Bancaria n°2 - 2006 Le fusioni bancarie: la lezione dell'esperienza di Alessandro Profumo
Nello scenario attuale le operazioni di M&A hanno ormai perso la connotazione di eccezionalità che le aveva accompagnate per anni. Le scelte di concentrazione non rispondono più alla sola logica di riduzione dei costi e miglioramento dei rendimenti, ma vengono realizzate per focalizzare meglio il business, migliorare l'efficacia distributiva, sfruttare al meglio le variabili tecnologiche, aggredire nuovi segmenti di mercato, valorizzare, attraverso la creazione di un soggetto nuovo, le eccellenze delle aziende conferenti. Ma soprattutto per realizzare l'obiettivo superiore e irrinunciabile di creare valore.
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| Bancaria n°1 - 2006 Le tendenze internazionali della finanza: la nuova centralità delle banche di Marcello de Cecco, Giangiacomo Nardozzi
Le tendenze internazionali della finanza segnano il tramonto della tesi di un’evoluzione che va dalle banche verso i mercati, confermando il ruolo centrale delle prime. Guardando a Stati Uniti,Asia ed Europa, i tre continenti non sono su una stessa traiettoria evolutiva. In Asia si affermano «campioni nazionali», anche in presenza di global players stranieri, mentre in Europa, l’integrazione dei sistemi finanziari è a uno stadio più avanzato,ma trova ostacoli a seguire l’esempio americano: permangono forme federative in luogo di ondate di fusioni cross border, per permettere la sopravvivenza di caratteri nazionali. Negli Usa, le banche commerciali stanno modellando un sistema finanziario composto da pochi, grandi e potenti conglomerati finanziari. La centralità delle banche ripropone, inoltre, i problemi di stabilità e di ampliamento della rete di sicurezza per evitare crisi distruttive del risparmio.
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